di Susanna Maria de Candia
In questo pomeriggio di estate inoltrata ospitiamo un giovane autore: Marco Mazzanti, eclettico e appassionato di arte e letteratura al suo terzo libro “Demetrio dai capelli verdi” qui recensito.
“Demetrio dai capelli verdi” è il tuo terzo libro. Non ho letto – ahimè – i precedenti, tuttavia sembra esserci un qualche legame col primo “L’uomo che disegnava coi coltelli”. Lo stesso nome dei protagonisti sembrerebbe dimostrarlo. é un nome a cui sei particolarmente affezionato?
Non esattamente. Più che un legame vero e proprio, io lo definirei un richiamo.
Demetrio dai capelli verdi non è un romanzo sulla pittura come L’uomo che dipingeva con i coltelli, eppure anche qui, almeno nella prima metà del libro, grazie soprattutto alla figura del pittore Joan Marcel, i colori giocano un ruolo importante; ma essi lo giocano anche ne La nave del destino-Asia,
la cui protagonista femmile – Asia, per l’appunto - assomiglia fisicamente a Demetrio: capelli celesti per lei, capelli verdi per lui.
Si noterà che i miei romanzi si richiamano a vicenda, spesso anche attraverso i nomi (cosa che mi diverte molto, tra l’altro). Dmtrj/Demetrio, ma anche Asja/Asia. Non si tratta degli stessi personaggi o di loro reincarnazioni, bensì di flebili echi narrativi, chiamali altrimenti espedienti, ma io direi, insomma, piccoli particolari che costituiscono decisamente un aspetto tipico del mio modo di concepire la scrittura.
Ambientare i romanzi in epoche lontane e in territori stranieri è un modo per prendere le distanze dalla società in cui vivi?
Forse, pure ambientando un romanzo in Italia, avrei suscitato la medesima sensazione di suggestiva estraneità che alle volte si percepisce leggendo di personaggi che vivono in contesti lontani dal nostro; è tipico della mia scrittura mescolare elementi del nostro quotidiano con spunti surreali, e questo più che mai in Demetrio dai capelli verdi.
Non so dirti se, dopotutto, questa sia una maniera per prendere le distanze dalla società che mi circonda.
Perché lo dico con tutta franchezza: non ci ho mai pensato!
Ma senza neanche stare a rifletterci su – perché altrimenti scriverei un noioso papiro! – direi che la scrittura, se la mettiamo in questo modo, potrebbe essere un buon modo per prendere le distanze da una parte, ed accorciarle dall’altra. Non so se sono stato chiaro. Come a voler dire: mi allontano per
avere una visuale totale dell’insieme, quindi mi riavvicino, attraverso la pratica della scrittura, ad un dettaglio che sento di voler analizzare, isolandomi così temporaneamente da tutto il resto.
La scrittura, sotto molti aspetti, è anche analisi, riflessione. Perché no?
Demetrio è un individuo diverso da tutti, quasi incapace di odiare ed estraneo anche all’amore (è lui stesso ad affermarlo), eppure in cerca di legami e sicurezze. Che valore ha per te la diversità?
Demetrio è - diciamolo con molta ironia! - uno che non sa dove sbattere la testa. Vive in un limbo creato dai suoi stessi simili, che lo scherniscono per il suo aspetto insolito: c’è chi, come Greta, lo definisce un’erbaccia, chi un pupazzo, come Charlotte. Ma non mancano coloro che restano affascinati dal suo aspetto, e se ne lasciano travolgere. I contatti umani, ad ogni modo, non sono sempre chiari, diretti: il desiderio di parlare, aprirsi totalmente agli
altri, questo no. Quando mai? E’ così che muoiono, in modo tacito, “garbato”, le relazioni, quindi le amicizie, gli amori. E’ ciò che Demetrio vivrà sulla propria pelle, ossia l’eterna indecisione dell’essere umano. Odiare o amare? Forse nessuno dei due, eppure il bisogno di stabilire un legame con qualcuno, trovare un amico o un amica è impellente. E inesplicabile. Inesplicabile, soprattutto.
Demetrio, nel corso del suo cammino, in questo romanzo, si rende conto, pur non ammettendolo, che al di là dell’aspetto fisico ognuno di noi è in qualche maniera “diverso”, con i propri talenti e la propria sensibilità, ma anche con le proprie insicurezze, che spesso portano a nascondersi!
Quando è positiva, la diversità si tramuta in qualità. Io, personalmente, credo che debba essere così.
Di primo acchito Joan Marcel potrebbe sembrare un personaggio autobiografico, eppure Demetrio è il protagonista. In chi dei due ti rispecchi di più? O sono “incarnazioni” di aspetti diversi di te?
Non trattandosi di personaggi d’ispirazione autobiografica, non mi rispecchio, a livello intimo, né più né meno, in alcuno di loro due; ciò non vuol dire, comunque, che non sia affezionato ad entrambi – ma lo sono, del resto, anche verso gli altri personaggi del romanzo.
Ma ti dirò: io, Marco Mazzanti, scrittore e pittore, creando un’opera, tendo a proteggerla, diciamo così, ed è la stessa cosa che fa Joan Marcel con i suoi affetti (prima con Greta, poi con Demì, poi con Roze).
Come Demetrio, anche io sono molto giovane, ho ventitré anni (lui ne ha venticinque, e quando terminai la primissima bozza del romanzo il sottoscritto ne aveva appena ventidue), e la vita è ancora tutta davanti a me. Questo sì.
Che funzione o valore doivrebbero avere, oggi, l’arte e la letteratura?
Quella che hanno sempre avuto: stimolare la creatività, indurre a riflettere, pensare.
L’arte e la letteratura danno colore ai periodi grigi della vita, ci permetteno di conoscere mondi sempre nuovi, quindi di crescere, poiché si matura anche grazie al confronto.
L’importante, rintengo io, è non scadere nella volgarità e/o nella monotonia, cose che putroppo, invece, ci circondano: imperano il cattivo gusto e la mediocrità, non c’è originalità, piuttosto si tende emulare (male, tra l’altro!), scimmiottare in modo abbastanza patetico, direi addirittura sincopato. Non esiste neanche più il manierismo positivo, di chi ha realmente studiato e riapplica in modo nuovo e le nozioni acquisite, ma solo il cosidetto “copia e incolla”.
Tutto questo perché manca la fantasia, ma soprattutto la curiosità, lo stimolo che ci spinge a fare ricerche che approfondiscano o aumentino il nostro bagaglio culturale.
Ed ecco che ci si affida alla sciatteria.
Ringraziamo Marco e gli auguriamo un buon proseguimento nel campo della letteratura e non solo. Alla prossima!!
Se volete continuare a seguirlo potete contattare i seguenti siti:
www.mmushroom.splinder.com
www.myspace.com/marco_mazzanti
http://icolorideldestino.spaces.live.com/














