Poetry Slam: semifinali e finali di Lombardia/Canton Ticino

«Prima di tutto, il 7 Maggio a Ornago e l’8 Maggio a Mezzago si terranno le semifinali e finali del Campionato di Poetry Slam Lombardia/Canton Ticino 2016.» Questo è stato il principio della mia chiacchierata con Davide ScartyDoc Passoni, poeta, rapper, autore, campione regionale di Poetry Slam.
Questo duetto di parole sono ormai diventate abbastanza comuni per chi bazzica l’ambiente letterario: il poetry slam è una sfida tra poeti, chiamati a duellare a colpi di versi. Come già anticipato da Davide, questo weekend ci saranno le semifinali del campionato e, anche se ormai è tardi per partecipare, mi è sembrata cosa buona e giusta scambiare quattro chiacchiere con alcuni dei suoi protagonisti e fautori…

Intervista a Davide ScartyDoc Passoni.
Ok. Ma come sei arrivato tu personalmente al Poetry Slam?

Detto ciò, al Poetry Slam ci sono arrivato come spesso si arriva a tutte le cose, per una serie di sfortunati eventi o una catena di errori o ripetute botte di c**o. Non riesco a ricostruire precisamente gli eventi, sono passati quasi undici anni, e i dettagli riaffiorano solo in rari casi di dormiveglia. Di sicuro il mio primo reading spontaneo, alternativa a quelli che una volta impunemente chiamavo concerti o showcase, avvenne a Vimercate, in un luogo chiamato Sbaraglio Jammin’, culla delle speranze di giovani nati negli anni ’80 e proiettati verso l’universo universitario e post universitario. In quell’occasione fui intercettato dagli organizzatori del primo Poetry Slam brianzolo, che risale al 1 Dicembre 2005 Auditorium della biblioteca di Vimercate, e mi chiesero di partecipare. Inutile dire che non avevo capito nulla del meccanismo del Poetry Slam: mi ero presentato con le strumentali su cd. Arrivai rovinosamente ultimo.

Sei nato (credo) come rapper prima che come poeta. Quanto ti ritrovi nell’una e nell’altra definizione, e secondo te quali sono, se ci sono delle differenze?
Le differenze… dunque. Il rap, tecnicamente e musicalmente parlando, impone una certa staticità performativa, rispetto alla poesia. Mi spiego meglio: il rap fondamentalmente è un genere musicale che si divide in due parti. La base, solitamente in 4/4, a velocità costante; la voce, ovvero il testo che ritmicamente gioca sulla costante del beat, creando variazioni metriche e componendo il sunto ultimo di questo genere: il messaggio. La staticità del beat, la sua velocità costante, impone all’eMCee di andare a tempo, altrimenti non si creerebbe ritmo con le parole. Ecco: durante il Poetry Slam ci si può liberare da tutto ciò. Ovviamente si perde il fascino della musica, dei suoni, ma si acquista il fascino della lettura e dell’interpretazione della parola stessa. Poi è vero anche che la poesia si costruisce sulle fondamenta della metrica, che sono pari al concetto di scrivere a tempo sul 4/4. Personalmente questi limiti mi aiutano a cercare una forma che mi soddisfi, che mi faccia percepire un senso logico. La parte divertente accade durante le performance, dove mi permetto di distruggere tutte queste regole, eluderle, strapparle, stirarle, kaboom!

Ti capita spesso di partecipare come arbitro e come concorrente, ai poetry slam. Raccontaci un episodio tremebondo (slealtà, insulti, simili ecc.) cui ti è capitato di assistere. 

…state per assistere ad una sfida spettacolare, in cui otto poeti si daranno battaglia a colpi di versi. Il vincitore accederà alle semifinali e finali del Campionato di Poetry Slam Lombardia/Canton Ticino 2016 che si svolgeranno il 7 maggio a Ornago e l’8 maggio a Mezzago. Chi sarà mai il poeta vincitore?

A questa domanda maledetta si alza tra il pubblico l’altra metà del progetto performativo di cui faccio parte, gli Eell Shous, ovvero Marco Tempo Lombardo. Spavaldo e reattivo mi indica urlando: «Tua madre!» scatenando un boato ridanciano tra la folla. Inutile spiegare l’imbarazzo nonostante il grasso divertimento dei presenti. Il Poetry Slam continua. Dopo la presentazione dei poeti e del regolamento, a giuria estratta, io e Marco diamo il via al sacrifice, la prima poesia della serata. In quella occasione portammo al pubblico un brano a due voci:
[…]Sono la lama miracolosa che
taglia qualunque cosa c’è
l’Arma Letale, uno due e tre
e i cessi dei francesi senza il bidet
sono così letale sai perché?
Non conosco niente all’infuori di me…
Sono TUA MADRE!

Al suono di questa semplice frase i nostri sguardi si incrociano sbalorditi tra le risa divertite del pubblico: ci rendiamo conto che involontariamente abbiamo creato una replica del suo inaspettato intervento precedente. Scemano le risate, continuiamo la performance, consapevoli che il karma fa sempre il suo corso.
Altri aneddoti si possono trovare, in gran numero, all’interno di Guida liquida al poetry slam, l’ultimo libro di Dome Bulfaro* (Agenzia X, 2016 – in fondo all’articolo più info).

Qual è stato il tuo miglior poetry slam invece?
Sicuramente le finali del primo campionato LIPS sono state spettacolari. L’anno scorso sono stato uno dei primi esclusi in finale nazionale, ma poi, per estrazione, sono finito in giuria e libero da ogni tensione mi sono goduto tantissimo le finali dell’anno scorso. Quest’anno non è dato ancora di saperlo: le semifinali e finali del Campionato di Poetry Slam Lombardia/Canton Ticino 2016 si terranno il 7 maggio a Ornago e l’8 maggio a Mezzago, potenzialmente potrebbero essere gli slam migliori di sempre.
Ogni slam ha caratteristiche tutte sue. Non è possibile stabilire quale sia il Poetry Slam migliore, forse non è nemmeno utile indagare, non si troverebbe una risposta razionale.

Sei campione regionale lombardo di Poetry Slam. Cosa significa per te questo?
Significa che quest’anno, avendo partecipato solo come eMCee, sarà un’altro a prendere il mio posto. Quest’anno presento le finali lombarde quindi non potrò difendere il titolo!!! Le semifinali e finali del Campionato di Poetry Slam Lombardia/Canton Ticino 2016 si svolgeranno il 7 Maggio a Ornago e l’8 Maggio a Mezzago – repetita iuvant!
Il bello di ogni competizione è comprenderne il significato: vincere vuol dire essere migliorati, non essere i migliori. Migliorare, vuol dire vincere, anche se si arriva secondi. Credo che sia necessario crescere e non badare alla competizione come scopo ultimo, questo sarebbe solo un modo per annientarsi. Poi si ride e si scherza sulla questione «mi hai battuto» «ti distruggo» etc… siamo poeti, forse, dobbiamo pensare prima di tutto a scrivere, altrimenti saremmo altro.

Quanto il lato performativo secondo te deve essere presente nel poeta che si esibisce?
Parafrasando Mark Kelly Smith, al Poetry Slam la sfida non è solo tra i poeti, ma anche ai poeti: è necessario presentare il miglior testo possibile associato alla miglior performance possibile. Bisognerebbe trovare il giusto equilibrio tra testo e movimenti per generare un’azione. Quando si crea un’azione durante una lettura, una performance, si agisce sul pubblico e su di sé. Si tratta di comunicare e di auto-comunicarsi. Se non c’è aderenza tra movimenti e testo, si avranno semplici letture, oppure convulsioni insensate. Vedremo cosa saranno capaci di fare gli slammer che parteciperanno alle semifinali e finali del  7 /8 maggio.

Qual è la preparazione – se esiste – per un aspirante poeta performer?
La doccia. L’automobile.

Consigli di lettura/musica: dacci un po’ di ispirazione!
Consiglio di ascoltare i poeti dal vivo durante le semifinali e finali del Campionato di Poetry Slam Lombardia/Canton Ticino 2016 che si svolgeranno il 7 maggio all’auditorium di via Carlo Porta di Ornago, e l’8 maggio presso il Bloom di Mezzago in via Curiel 39.
Durante il tragitto per raggiungere questi bei posticini brianzoli consiglio di non leggere ma bensì di ascoltare dei dischi.

Tom Waits – Mule Variations
Beastie Boys – Hello Nasty
Rage Against The Machines – Renegades
Simian Mobile Disco – Temporary Pleasure
Lord Bean – Lingua Ferita
Inoki – L’antidoto
Assalti Frontali – Banditi
Major Lazer – Peace is the mission
Hans Zimmer – Interstellar O.S.T.
Mike Patton – Mondo Cane

Prima di mettersi in macchina e anche prima di andare a dormire, consiglio la lettura di:
Hagakure di Yamamoto Tzunetomo
Storia della filosofia a sonetti di Francesco Deiana
Amore & Psycho di Paolo Agrati

Cadono le scimmie
Nel 1492 Cristoforo Colombo avvalorò la tesi per cui la terra fosse, e tutt’ora è, piatta.
Una enorme moneta di silicio e numerosi minerali sospesa nel vuoto eterno dell’universo.
Durante gli anni avvenire, durante i secoli avvenire, le numerose guerre, il fallimento delle marmitte ecologiche, la rivoluzione industriale, la rivoluzione terrestre hanno portato questa enorme moneta al quasi completo capovolgimento. Se ciò dovesse accadere, tutti gli equilibri saranno capovolti, e case cadranno, strade cadranno, piante fiumi mari monti e laghi cadranno, cadrà rovinosamente a picco l’economia, e l’uomo avrà dato scacco alla sua stessa natura, darwiniana.

L’aria sta ferma,
ferma
L’acqua sta calma,
calma
La terra non trema, no non trema
Il fuoco non crema se nessuno l’alimenta e
Dolce è il soffio del vento
Dolce è il mare e le sue onde
Dolce rimane guardare seduti
Sotto le fronde il caldo del sole
Ma 
Nelle vie di Babilonia si pretende
Panni si stende, merce si vende
Adamo demiurgo si finge in questo
Carnevale sui fiumi del tempo 
Detiene le vesti di architetto
In questo progetto già da sé perfetto
Ed ecco:
Terra d’aria mosse, l’acqua in burrasca
Il fuoco le foreste brucia e la scimmia casca.
Si scuote poi dal cuore la terra e
e cadono le scimmie
È la natura che si muove
e cadono le scimmie
Si scuote poi dal cuore la terra e
e cadono le scimmie
Ribaltasi equilibri, cadono le scimmie.

L’aria sta ferma,
ferma
L’acqua
sta calma.

L’articolo era pressoché chiuso, quando mi è brillata l’idea di contattare anche Dome Bulfaro*, (l’autore della guida liquida di cui sopra), per rappresentare al meglio questo fenomeno poetico-duellante e avere un quadro il più possibile completo.

Io: Hai appena concluso il tuo vademecum per i Poetry slam per cui hai analizzato un certo numero, se non tutte, le manifestazioni di questo genere. Qual è lo stato di salute del Poetry slam oggi?
Dome Bulfaro:
 Oggi il Poetry slam è un fenomeno di massa esploso in tutta la sua potenza. Dopo 15 anni di slam l’Italia vanta l’organizzazione più strutturata a livello europeo, la Lips, che realizza il Campionato più articolato che quest’anno ha toccato le 200 gare. Era dai tempi del Futurismo che non si coagulavano un’adesione e una comunanza d’intenti così orizzontali come sta accadendo ora grazie alla Lips. La mia “Guida liquida al Poetry Slam” (agenzia x), fresca di stampa, traccia dal 1986 ad oggi il cammino di affermazione internazionale di questa disciplina, in bilico tra arte e sport, che ha saputo riportare la poesia, al di là della Letteratura, di nuovo nella vita di tutti. La poesia contemporanea ha di nuovo un suo pubblico sollecitato a rapportarsi criticamente rispetto alla poesia orale che gli viene proposta. Non è una rivoluzione e una rivincita da poco.
 Io: Qual è stato il tuo primo poetry slam? raccontaci com’è andata?
Dome Bulfaro: Fiesole 2007 in una chiesa sconsacrata con MC Lello Voce. Non avevo mai visto né vissuto un poetry slam prima di allora. Ad invitarmi furono gli organizzatori Luigi Nacci e Gianmaria Nerli. Ricordo che la poetessa Francesca Matteoni, finita in giuria per estrazione a caso, in un momento cruciale per la vittoria che mi giocavo testa a testa col suo amico fiorentino Marco Simonelli, diede un voto più alto alla mia performance rispetto a quella proposta da Marco (che per me fu splendido). Francesca si mantenne fedele alle sue idee e alla sua percezione. Quando lo slam è esercizio alla democrazia, alla responsabilità, all’etica, all’integrità, a quella che una volta si chiamava onestà intellettuale, svolge appieno il suo ruolo. Nello slam bisogna restare fedeli alla poesia, soltanto alla poesia. Solo così anche gli spazi sconsacrati possono riconsacrarsi alla poesia.

Se questo articolo non è abbastanza chiaro o ha stimolato terribilmente il vostro interesse, non resta altro che prepararsi questo weekend per una gita al Bloom di Mezzago: le finali del Poetry Slam aspettano!

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