Chi di noi non conosce la storiella narrata da Dickens sul Natale? E’ forse uno degli spunti più facili per moralizzare e appassionare una qualsiasi vicenda. E nella lunga lista di rifacimenti, adattamenti e piccole ispirazioni spuntano Topolino, i Muppets, il terribile lungometraggio italiano “Natale in casa DJ” o film più acuti come il grazioso Scrooge (1951) o S.O.S. fantasmi (1988). Ma Zemeckis è voluto andare oltre. Scritta di proprio pugno la sceneggiatura, ha epurato la storia di facili storpiature e ha tinteggiato il suo film di punte anche grottesche e cupe. Il suo protagonista, Scrooge Ebenezer (Jim Carrey), è più reale che mai. È lui il vecchio avaro e misantropo che affronta la sua crescita grazie all’aiuto dei fantasmi del passato, del presente e del futuro.
La prima scelta è stata l’assoluta dedizione al romanzo di Dickens, senza alcuna omissione. Per alcuni critici la sua “fedeltà” è stata null’altro che “un film senz’arte, che manca di anima”, di originalità, di vera gioia. Sebbene il regista non abbia voluto imprimere tracce di sé nella sua opera, il lavoro da traspositore brilla di un progetto smagliante per accuratezza grafica (motion capture e digitalizzazione in un 3D coinvolgenti) e toni assolutamente nuovi. Ogni pagina è l’emozione di una scena, ogni dialogo è la mente di Dickens riportata alla vita e la conseguenza di ciò è un film adulto, che vuole colpire più di ogni altro adattamento al romanzo e, soprattutto, far riflettere. Nonostante il tripudio dello stupore visivo cerchi di soffocare l’intima dolcezza di questo percorso di formazione, Zemeckis ha regalato un film da sfogliare scena per scena per i tanti dettagli, per le tante sensazioni, dolci quanto anche inquietanti.
Il Natale è sempre il periodo più triste per il cinema: le “cinetenaglie” per l’intelligenza che spuntano come funghi e misere trame di commiserazione e moralizzazioni putride. Non ci sono dubbi se si vuole scegliere di vedere qualcosa che faccia sentire ancora in grado di riflettere tranquillamente, anche con un sorriso.
Marcello Cuomo
A CHRISTMAS CAROL
Regia: Robert Zemeckis
Anno: 2009
Soggetto: “A Christmas carol” di C. Dickens
Sceneggiatura: Robert Zemeckis
Casa di produzione : Walt Disney Pictures















L’altro giorno mi è capitato di rivedere questo film, davvero sensazionale! Secondo me davvero ben fatto.. non so quanto rispecchi il libro perché non ho ancora avuto modo di leggerlo, ma posso dire che il film mi è piaciuto tantissimo! Lancia un sacco di messaggi educativi per i più piccini ma anche per i più grandi, presi dal denaro e dai beni materiali, avendo perso quasi del tutto lo spirito del Natale!
Tutti in questi ultimi giorni si affrettavano nei negozi (a costo anche di fare chilometriche file) per fare migliaia di regali… e magari non riuscendo a pagare una bolletta! Perché il regalo allora è così importante? Secondo me non è un “pensiero” costoso o meno a dimostrare il bene che vogliamo ad una persona, basta davvero un pensiero e credo che sia meglio un semplice gesto d’affetto.. ma ovviamente in questa società animata dal consumismo questo non è possibile, non è auspicabile! Ma per fortuna c’è ancora gente che la pensa come me..
Complimenti Marcello, hai reso magnificamente lo splendore di quest’opera cinematografica!
Auguri a tutti di Buone Feste!
Grazie mille, Luigina, e auguri di cuore anche a te! Condivido molto di ciò che hai scritto, questo film è pienamente inserito in un vero spirito natalizio e non in quello materialistico nel quale ci immergiamo (purtroppo) annualmente. Per il resto, penso che il regalo sia il gesto stesso di farlo, la proposta che è nel regalo (come con un libro regalato, ti viene proposto di leggerlo) e anche il suo significato :)