“La finestra sul cortile”- regia di Alfred Hitchcock

Stesso punto di partenza. Ogni inquadratura ricalca i paragrafi delle prime pagine del racconto. Ogni punto a capo è una carrellata. Ogni dettaglio è una zoomata. Poi il celebre film di Hitchcock prende pian piano le distanze dal suo soggetto, già da un importante dettaglio: lo stesso regista è un “guardone”, come lo sono tutti, sia il protagonista Jeff Jeffries, immobilizzato su una sedia a rotelle per un incidente e quindi annoiato, sia tutto il mondo attorno, creato ad hoc. Lisa (Grace Kelly), che non approva questo modo di passare il tempo, e perfino l’infermiera, che reclama la saggezza popolare del “guardare ciò che non si dovrebbe vedere porta solo guai”, finiranno entrambe per lasciarsi coinvolgere in ipotesi e riflessioni sui meccanismi di un omicidio, in diretta, come un reality show, avvenuto nel vicinato spiato da Jeff. Ma c’è di più. Non solo la sceneggiatura ha la fortuna di eliminare il monologo interiore, che è il filo del racconto di Woolrich, ampliando lo sguardo alla caratterizzazione psicologica dei personaggi, ma Hitchcock ha lavorato sulla pellicola come se fosse “un saggio sul mondo del cinema”, arte voyeuristica per eccellenza, dove il protagonista immobile e guardone è lo spettatore sulla poltrona che “spia” e rapporta a sé ciò che vede, con la sua sovrapercezione. Inoltre il film è anche un giallo magnificamente realizzato, con giusto crescendo di tensione e costanti dubbi sull’omicidio, dove il racconto aveva più carenze. La “correzione” del racconto a cui si ispira rende il film un vero capolavoro, che parla di modernità con sguardo sempre intelligente, dai rapporti sentimentali alla morbosità con cui si guardano gli altri.

Marcello Cuomo

 

TITOLO ORIGINALE : “Rear Window”
SOGGETTO: “Rear Window” di Cornell Woolrich
REGIA: Alfred Hitchcock
SCENEGGIATURA: John Michael Hayes
ANNO: 1954
DURATA: 121 min

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