Non è certamente un libro qualunque. In molti ne avranno sicuramente sentito parlare, altri avranno già avuto il piacere di leggerlo e altri ancora avranno visto l’omonimo film. In fondo è uno dei libri gialli più conosciuti al mondo e non senza motivo.
È un romanzo che si divora in poche ore. Letta la prima pagina non si riesce più a smettere. È un libro giallo inusuale direi, insolito e, proprio per questo, sorprendente. Se Michael Connelly fa perdere letteralmente il fiato e ti fa sentire l’odore della morte, Agatha Christie nella sua semplicità ha architettato un romanzo complesso, un caso complesso, che sì viene risolto, come in tutti i gialli che si rispettano, ma in un modo davvero originale.
Sull’Orient-Express, il leggendario treno delle spie e degli avventurieri internazionali, è stato commesso un atroce delitto. I passeggeri del vagone di prima classe diretto a Calais sono bloccati sul treno, fermo a causa di una bufera di neve. Tutti sono sospettati della morte del misterioso Samuel Edward Ratchett, un ricco americano dal passato terrificante. Sarà Hercule Poirot, un investigatore belga che viaggiava sullo stesso treno, a sbrogliare una matassa che sembra ingrandirsi con il proseguire delle indagini. Niente mezzi sofisticati, le circostanze non lo permettono. Poirot ha a disposizione solo la sua strabiliante deduzione.
Fatevi guidare dal ritmo incalzante di Agatha Christie, prestate attenzione ai diversi interrogatori condotti da Poirot, lasciatevi sorprendere da un finale che mai riuscirete ad immaginare. Un libro assolutamente da leggere e da ri-leggere.
Simona Leo
Agatha Christie, Assassinio sull’Orient-Express, Mondadori, 2009, pagg. 215, euro 9.
















Non posso che trovarmi daccordissimo con questa recensione. Purtroppo, i gialli appartengono a quella categoria di romanzi in cui bisogna limitarsi sul piano descrittivo, per non rischiare di svelare troppo e rovinare la sorpresa ai lettori. Quindi illustrare appieno la grandezza di questo, come di altri “polizieschi” non è affatto semplice.
Io ho letto questo romanzo splendido esattamente un anno fa, d’estate, nelle calde giornate trascorse in campagna. E non potrò mai dimenticare quanto mi coinvolse la vicenda e quanto, l’inatteso finale, mi lasciò interdetto.
Agatha Christie, a mio avviso, è stata una delle più grandi “manipolatrici mentali” della storia della letteratura. Lei riusciva, grazie alla sua immensa abilità nel caratterizzare i personaggi e nell’ingarbugliare gli intrecci (e, soprattutto, nel mostrarne solo le parti che avrebbe voluto fossero interpretate) a far credere al lettore, anche al più sospettoso, di avere davanti a sè mille strade per risolvere il caso, mille colpevoli di cui poter sospettare. In certi casi, si ha l’impressione che, giunti al penultimo capitolo, non serva che Poirot (o Miss Marple) radunino i personaggi e smascherino il colpevole, svelandone le mosse e gli intenti, perchè noi si è già giunti alla soluzione per conto nostro. Anche se parecchi tasselli ancora non si incastrano bene.
Ed è allora, in quell’ultimo capitolo, che Poirot, partendo proprio da quei tasselli “anomali”, distrugge il nostro puzzle (di cui, da lì a breve, ci vergogneremo!) e ne ricostruisce un altro, totalmente diverso. Un altro colpevole, i ruoli che si ribaltano, i fatti certi che si rivelano inesatti o mai accaduti.
E, come sempre, a romanzo terminato, abbiamo l’impressione di aver imparato qualcosa anche noi. Di poter, un domani, sfruttare queste idee per smascherare (o commettere!) dei veri delitti, quasi scordandoci che certi stratagemmi funzionano solo nei romanzi (o, almeno, nella vita reale degli anni ’40!). E tra la confusione che ci invade la mente, nel momento in cui riponiamo il libro sullo scaffale, emerge un’esclamazione, che vien fuori dalle nostre labbra quasi inconsciamente nell’attimo in cui i nostri occhi si posano sul nome dell’autrice: “Geniale!”
Sal condivo appieno il tuo commento. Quando ho recensito questo libro, avevo paura di non essere in grado di esprimere il vero valore di questo romanzo giallo, che si coglie soprattutto svelando quei colpi di scena, che però è meglio non rivelare per non rovinare la lettura di questo capolavoro. Non so se sono riuscita ad elogiare quanto merita questo libro, ma come te penso che l’autrice sia a dir poco “geniale”.