Un’isola deserta, una struttura moderna. Questa l’ambientazione di uno dei maggiori esempi di “giallo classico”. Eppure cosa ha di classico questo luogo in cui si consumano delitti misteriosi? In effetti non ci troviamo in un classico castello abbandonato o comunque in un luogo tetro che sin da subito ci fa avvertire un brutto presentimento. Tuttavia una cosa è certa: è un luogo inquietante, molto inquietante.
Dieci persone, sconosciute tra loro, ricevono un invito. E senza ripensamenti, preparano le valigie per recarsi su quell’isola, inizialmente pensata come un luogo di relax e vacanza. Sull’isola ci sono solo loro, legati da un passato non proprio rose e fiori. Tutti e dieci hanno commesso dei delitti, non riconosciuti e non dimostrabili, però, come tali dalla legge. Sono ormai in trappola e, nonostante l’isola sia completamente deserta, c’è qualcuno, chissà dove, che, seguendo alla lettera una filastrocca per bambini, uccide uno dopo l’altro i suoi ospiti. Così l’isola da luogo vacanziero si trasforma sin da subito in incubo. Più il tempo passa e più il cerchio si stringe. I superstiti di volta in volta assumono le vesti di investigatore, sospetto e prossima vittima. E la propria innocenza può essere mostrata solo con la morte.
Un giallo davvero sorprendente, che sino all’ultimo lascia il lettore privo di indizi utili atti a incastrare il possibile carnefice. Ancora una volta Agatha Christie mostra la sua capacità di architettare storie incredibili e ben strutturate, che lasciano il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, quando il tutto viene svelato.
Simona Leo
Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, Oscar Mondadori, pagg. 181, euro 8,50.
















