“Gli amori difficili” – Italo Calvino

calvinoNe sono sempre più convinta: il racconto è il genere attraverso cui la grandezza di uno scrittore emerge con più chiarezza. La fabula è semplice, l’intreccio minimo, e i caratteri dei personaggi vanno disegnati con pochi e finissimi tratti. In un brutto romanzo, c’è sempre il “come va a finire” ad indurre il lettore a non buttarlo via prima di averlo terminato, seppur saltando qualche pagina, per affrettare l’ora della “liberazione”. Nel racconto no: inizia e finisce; se è stato brutto, scivola subito via, e non ci si pensa più. Quando invece si realizza che un racconto è stato “bello”, ci si rende conto di essere davanti ad un piccolo capolavoro: in poche pagine, l’autore è stato capace di far addentrare il lettore nella mente di un personaggio, di fargli comprendere un punto di vista nel quale potersi identificare, o da limitarsi a guardare dall’esterno, grato di aver potuto conoscere un altro pezzetto di quell’immenso, eterogeneo puzzle che è la psicologia umana.

Lo dice lo stesso Calvino che Gli amori difficili «sono, per la più parte, storie di come una coppia non s’incontra». Si tratta di storie d’amore vissute in assenza, e in attesa, o nel pensiero, di come sarà la tanto desiderata presenza. Si tratta di amori vissuti mentre si sta pensando ad altro. Si tratta di amanti che vogliono possedere l’immagine del loro oggetto d’amore, e non l’oggetto in sé. Si tratta non di amori, ma di sensazioni altre, che distolgono dall’amore reale, sembrano essere talmente sublimi da essere indescrivibili e che, proprio per il non poter essere descritte, sono destinate a scomparire irrimediabilmente.

Con la sua prosa elegante ma così leggera, capace in pochi tratti di restituirci la realtà nella sua immediatezza e, talvolta, crudezza, Calvino ci introduce nelle vite di questi personaggi, la cui complessità è la nostra complessità: niente metafore “alte”, solo le azioni quotidiane, la routine o la sua rottura, le sensazioni inaspettate, il modo di ognuno di essi di vivere nel proprio mondo sempre uguale, o la loro capacità di cogliere in pieno tutto ciò che il caso offre.

La seconda sezione del libro, intitolata “La vita difficile”, contiene quello che è forse il più riuscito di questi piccoli capolavori: “La nuvola di smog”. Nella città i cui è andato a vivere per lavorare come giornalista, il protagonista si accorge di una nuvola di smog che la sovrasta, e che diventa la soluzione al suo essere prigioniero del vivere la vita da indifferente. Nel contrasto fra ciò che è dentro e ciò che è fuori dalla nuvola, egli trova il senso: “E scrissi che sì, c’era ancora chi viveva fuori dalla nuvola di smog, e forse ci sarebbe sempre stato […] ma quel che importava era tutto ciò che era dentro lo smog, non ciò che ne era fuori: solo immergendosi nel cuore della nuvola, respirando l’aria nebbiosa di queste mattine (già l’inverno cancellava le vie in un’indistinta bruma), si poteva toccare il fondo della verità e forse liberarsi”.

Marina Lomunno

Italo Calvino, Gli amori difficili, Mondadori, 262 pagg., euro 9,50.

3 commenti a ““Gli amori difficili” – Italo Calvino”

  1. la cris says:

    Salve! …..so che il mio commento potrà apparire scontato, banale… ma quando si parla di Calvino non posso esimermi dal sottolineare che lo adoro! Complimenti a Marina Lomunno per questa bella recensione!

  2. marina says:

    Grazie!!!

  3. Dulce says:

    Italo Calvino è una delizia della letteratura italiana

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