“Il pianeta delle isole rapite” – Osvaldo Capraro

Non solo errori

Osvaldo Capraro: figura poliedrica, nato in Svizzera ma d’origini pugliesi, oggi insegnante di religione a Monopoli. È stato, tra tante cose, anche cappellano in un carcere, esperienza che l’ha profondamente segnato. Ha così avuto modo di ascoltare storie, analizzare sguardi, conoscere sentimenti e portare agli occhi del lettore i risvolti più nascosti delle vite di quanti scontano le loro colpe in quel mondo che Mohamed, uno dei personaggi, teme sia stato nascosto e dimenticato dalla gente di là fuori.

Affiorano le paure, le speranze, i sogni, le manie dei protagonisti delle storie presentate nel libro e non solo i loro errori.

Si entra in contatto con il loro ego più sincero, quello in cui lacrime e sorrisi  si fanno compagnia alternandosi sui volti di assassini, ladri, trafficanti, boss.

Si scoprono le regole non scritte del vivere in carcere, per cui se ti sottometti una prima volta hai finito di “campar tranquillo” per il resto dei tuoi giorni. C’è chi dice che per farsi rispettare è meglio aver la faccia seria sempre; chi, incurante, sa starsene per conto proprio alle prese con i propri sentimenti ed o propri disegni.

C’è Antonio che può permettersi di far le imitazioni anche dei boss perché è “sotto speciale protezione” di chi là dentro conta. C’è Biagio che “vede” sua moglie ogni mercoledì ed è pronto ad aspettare un giorno in più per uscire. C’è la storia di Rosetta, donna dai movimenti mascolini, che al marito “gli voleva bene davvero”  e che senza vergogna confessa di aver anche rubato perché in qualche modo si doveva tirare avanti.

Insomma, la testimonianza del lato ignoto di quell’inesplorato pianeta; un viaggio tra le anime – e negli animi – di chi lo popola. Un libro che rifugge il labor limae e le rifiniture, che lascia spazio anche a qualche espressione dialettale che avrebbe perso quella carica e vitalità se tradotta in italiano perfetto.

Susanna Maria de Candia

Osvaldo Capraro, “Il pianeta delle isole rapite”, La Meridiana, 1997, pp. 118.

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