“Il piccolo principe” – Antoine De Saint-Exupéry

Il piccolo principe viene dal cielo, vive su un pianeta piccolissimo e lontano, così lontano che anche lui stenta a trovarlo nel cielo, così piccolo che tre baobab potrebbero causarne un eccessivo appesantimento. I suoi capelli sono biondi come l’oro, adora i tramonti (ne ha visti quarantaquattro in un giorno solo sul suo pianeta!) e non potrete mai dimenticare la sua risata. Porta sempre attorno al collo una sciarpetta ed è inutile fargli delle domande: non risponderà mai.

Ha fatto viaggi lungo tutto l’universo, perché un principe deve imparare a governare e ha incontrato diversi bizzarri pianeti abitati da singolari personaggi: il pianeta del monarca assoluto, ragionevole ma severo; il pianeta dell’ubriacone, che gli ha messo un po’ di tristezza; il pianeta del businessman, che possiede le stelle; il pianeta del lampione, in cui ogni minuto si passa dal giorno alla sera. La sua opinione, rafforzatasi anche dai viaggi, è che gli adulti sono molto molto strani. Poi il piccolo principe è caduto sulla terra. Qui ha incontrato un amico, una volpe, ed ha capito cosa significa affezionarsi a qualcuno/qualcosa. E ha incontrato il giovane aviatore che a 6 anni ha smesso di disegnare e che per lui ha disegnato pecore, museruole, pianeti e alberi. Il piccolo principe è innamorato e riesce a vedere il suo fiore anche a km e km di distanza. Questo perché lui non guarda mai con gli occhi, guarda sempre con il cuore. Ma egli deve tornare, deve coltivare il suo amore.

Ho letto questa favola per bambini (?) perché siamo in estate ormai, e in estate capita spesso di star fuori a guardare le stelle; quindi, vorrei guardarle e sentirle ridere. E poi, non si sa mai, dovessi/doveste trovarvi in Africa, nel deserto, ed incontrarlo… volevo ricordarvi la sua storia.

Azzurra Scattarella

Antoine De Saint-Exupéry, Il piccolo principe, collana Tascabili Bompiani, traduzione di Nini Bompiani Bregoli, , 2008

Cinque buoni motivi per leggre 'Il Piccolo Principe':


1) È un modo per evadere dalla realtà, oggi troppo caotica e frenetica
2) Insegna che sono le piccole cose che contano
3) Insegna a prendersi cura degli altri, anche di una rosa
4) È una storia semplice, che si legge in poco tempo, ma che fa riflettere
5) Permette di viaggiare con la mente e soprattutto con la fantasia, dote che purtroppo solitamente si perde quando si smette di essere bambini

Simona Leo

  1. facebook avatar Maurizio Antonella Petrini dice:

    un libro che fa tornare bambini i grandi e grandi i bambini

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