Questo libro non ha un ritmo incalzante, né è particolarmente avvincente. Non è dotato di speciale comicità, non contiene neppure un finale eclatante. Perché, allora, l’ho scelto?
Ci sono alcune educazioni fondamentali, che ognuno dovrebbe avere l’opportunità di ricevere. Sono strumenti per costruire una vita serena e operosa. Tra queste c’è l’educazione al bello: la formazione di un senso estetico, che permetta di cogliere aspetti positivi e negativi di situazioni, comportamenti e parole, per capire che la bellezza o la bruttezza della realtà sono, alla fine, frutto di un’interpretazione personale.
È proprio questo il motivo che mi ha portato a scegliere una raccolta di novelle dal gusto apparentemente un po’ demodé. Marcovaldo è come una lente, attraverso la quale Calvino guarda la realtà esterna e setaccia la vita, alla ricerca degli aspetti piacevoli del mondo.
Calvino educa al bello, ma non in maniera idilliaca e irreale, lo fa senza illusioni e in modo concreto. Marcovaldo è un operaio, vive in una catapecchia con la famiglia numerosa e affamata, in mezzo al traffico della città congestionata. Nonostante questo, è un sognatore che si perde in ogni traccia della natura che intravede tra il cemento, con esiti anche disastrosi (come finire all’ospedale per una lavanda gastrica, dopo aver subito la fascinazione boschiva di funghetti spuntati al ciglio del marciapiede).
Non è poi così diverso dal mondo di oggi, quello degli anni ’60, con la famiglia di Marcovaldo che va al supermarket a fare un giretto, senza un soldo in tasca, ma non sa trattenere l’invidia verso chi compra e alla fine si caccia nei guai. Allora c’era il «caropane», oggi c’è la «crisi». Oggi come allora, il bello sembra una rarità, ma l’importante è continuare a inseguirlo, ricercarlo, a scorgerlo anche solo come un’apparizione. Come il figlio di Marcovaldo, innamorato di una ragazza che vede la sera, dalla finestra, ma solo a intermittenza, quando si accende e spegne la luce di un’insegna al neon.
Forse, l’importante è credere che il bello da qualche parte esista.
Ad ogni modo, leggete Marcovaldo e leggetelo ai ragazzi, perché non avrà un ritmo incalzante, ma – rubando un’espressione a Montale – potrà forse aiutarci ad accordare quegli scordati strumenti, che sono i nostri cuori.
Lara Cappellaro
Italo Calvino, Marcovaldo, Oscar Mondadori, 8,50 euro
















Quant’è bello questo libro!
Anna concordo con te, l’ho trovato meraviglioso come meraviglioso è Calvino! Complimenti Lara, le tue recensioni sono impeccabili!
Grazie a tutte e due, spero che vi piaceranno anche le prossime recensioni!
Un Bel Libro, non c’è che dire, ma non particolarmente entusiasmante.
Comunque, Italo Calvino non smette mai di stupire!!