Alzi la mano chi non si è sentito, almeno una volta nella propria vita scolastica, bersagliato da qualche insegnante, nonostante non avesse fatto nulla di male. Bene, questo libro è per voi!
La protagonista del nostro libro, Matilde, è una bambina dall’intelligenza precocissima che, trascurata dalla famiglia, tra i tre e i quattro anni legge tutti i libri della biblioteca pubblica. Inizia con la letteratura per l’infanzia e prosegue divorando Dickens, Hemingway e Steinbeck, sotto gli occhi stupefatti della bibliotecaria, la signora Felpa.
A casa, i genitori sono ben lungi dall’accorgersi che Matilde è un genio. Preferirebbero che ciondolasse davanti alla tv, invece che perdere tempo con quell’inutile vizio della lettura. Il signor Dalverme, papà di Matilde, è un truffatore che rivende come nuove auto scadenti e, per far soldi, non gli sono certo serviti degli stupidi libri.
A scuola Matilde viene, senza motivo, presa di mira dalla direttrice: la terribile signorina Spezzindue. Questo donnone titanico ha l’abitudine di afferrare dalle trecce le bambine e scagliarle fuori dalla finestra, per allenarsi al lancio del martello. Per di più, la Spezzindue si serve del famigerato Strozzatoio: un armadio imbottito di chiodi e vetri aguzzi, dove rinchiude gli alunni in punizione (immotivata).
Per fortuna, però, c’è anche la tenera signorina Dolcemiele, che inventa fantasiose canzoncine per insegnare ai ragazzi la grammatica. Con lei Matilde può stringere un’alleanza speciale, che fa sentire entrambe meno sole nella resistenza quotidiana contro la tiranna Spezzindue.
Ma il grande colpo di scena avviene quando Matilde scopre di avere un dono sconosciuto e misterioso, che mette in seria difficoltà la perfida quanto ottusa direttrice. La Spezzindue, infatti, avrà anche una forza mostruosa, che le permette di strappare in due un elenco telefonico, ma l’intelligenza e la cultura di Matilde sono risorse in grado di sconfiggere ogni prepotenza.
Si consiglia vivamente la lettura: ai bambini, a chi – in barba all’anagrafe – si sente ancora tale e a chi – troppo spesso – dimentica di esserlo stato.
Lara Cappellaro
Roald Dahl, Matilde, Salani, pp.224, 8 euro
















Bellissima questa recensione. Complimenti Lara… credo che tutti dovrebbero essere come Matilde, ovvero avere il vizio della lettura, forse l’unico vizio salutare :)
Grazie Sofia per il tuo commento, credo anch’io che il “vizio della lettura” sia del tutto salutare :-)