“Il Piccolo Principe” – Antoine de Saint-Exupéry

Il Piccolo Principe è molto più di un libro: è un’ancora di salvezza per chi ha il cuore triste, un prontuario per affrontare l’incomprensibile mondo degli adulti, una miniera di frasi da custodire, come amuleti.

Sono ben strani i grandi, per il Piccolo Principe! Nei suoi viaggi planetari, incontra i personaggi più disparati: ubriachi che bevono per la vergogna di bere, re che per esistere hanno bisogno di comandare, vanitosi che cercano qualcuno che li ammiri, senza motivo. C’è anche un uomo d’affari che conta le stelle, nell’avida illusione di possederle tutte! E che dire, poi,  dell’inventore delle pillole che tolgono la sete, per risparmiare il tempo di bere? Il Piccolo Principe, se avesse un po’ di tempo, farebbe proprio una placida e lenta passeggiata, verso una fontana…

Uno dei temi forti del romanzo è la capacità di costruire relazioni: perché oggi è così difficile? Spesso ci avviciniamo troppo in fretta e ci allontaniamo appena qualcosa non va. Il Piccolo Principe ha lasciato, partendo dall’asteroide B 216, una rosa orgogliosa e difficile che, però, gli era molto affezionata.

Il Piccolo Principe ora ha nostalgia della sua rosa. Così, una volpe, incontrata nel deserto, gli spiega il significato della parola «addomesticare»: dedicando del tempo a una persona, si diventa unici l’uno per l’altra. La rosa del Piccolo Principe non potrà mai più essere uguale alle altre, che pure sembrano identiche, perché è solo lei che ha innaffiato, curato, difeso dai bruchi.

Le persone, come oggetti rotti, non si possono buttare appena qualcosa non funziona. La sfida è imparare a ricucire le relazioni con il filo dell’amore, ricordando il segreto della volpe: «non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi».

Lara Cappellaro

Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe. Con le illustrazioni dell’autore, Bompiani

Cinque buoni motivi per leggre 'Il Piccolo Principe':


1) È un modo per evadere dalla realtà, oggi troppo caotica e frenetica
2) Insegna che sono le piccole cose che contano
3) Insegna a prendersi cura degli altri, anche di una rosa
4) È una storia semplice, che si legge in poco tempo, ma che fa riflettere
5) Permette di viaggiare con la mente e soprattutto con la fantasia, dote che purtroppo solitamente si perde quando si smette di essere bambini

Simona Leo

  1. facebook avatar Maurizio Antonella Petrini dice:

    un libro che fa tornare bambini i grandi e grandi i bambini

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