“Il sentiero dei nidi di ragno” – Italo Calvino

il sentiero dei nidi di ragnoPin è l’unico in tutto il carrugio a conoscere il sentiero dove fanno il nido i ragni. Quello è un luogo sicuro: il posto in cui ripararsi dalle ingiustizie dei grandi, dove scappare quando qualcuno vuole picchiarlo per aver fatto qualche battuta allusiva, dove andare a nascondere la pistola che gli uomini dell’osteria gli hanno imposto di rubare al marinaio tedesco che giaceva con la sorella. Forse un giorno Pin troverà un amico, un vero amico, che capisca e che si possa capire, e allora a quello, solo a quello, mostrerà il posto delle tane dei ragni.

Fa tenerezza, Pin: un bambino che disprezza con tutto sé stesso gli adulti, non riuscendone a capire l’ambiguità, il loro fare ora brusco, ora inspiegabilmente dolce, i loro desideri carnali. Eppure, Pin vuole a tutti i costi entrarci, nel mondo dei grandi. Bambino-adulto, Pin non ha mai ricevuto una carezza, un apprezzamento: semmai, sberle e insulti. Così, il suo atteggiamento è speculare a quello dei grandi. Pin fa battute oscene, parla come gli adulti, li offende come fosse uno di loro, canta giù all’osteria del carrugio. Quando non capisce di cosa si stia parlando (sibillini, per lui, i discorsi in cui affiorano parole come gap, comitato, sim), non si azzarda a chiedere “che significa?”, perché sfigurerebbe: meglio far finta di aver capito tutto, per poi andare a vantarsi con gli altri bambini del paese di conoscere termini che loro ignorano.

Eppure, dietro la corazza che Pin ha spontaneamente sviluppato per difendersi dai grandi, si nasconde un bambino, quello stesso bambino che non ce la fa più a trattenere le lacrime quando, in preda all’ansia, si ritrova tutto solo, dopo essere evaso dal carcere con l’aiuto di Lupo Rosso. Un bambino che non può fare a meno di notare quanto sia grande e dia di pane la mano di Cugino, questo gigante buono che lo porterà, poi, all’accampamento dei partigiani. Ma questa è un’altra storia.

Il sentiero dei nidi di ragno è una lunga riflessione sottoforma di amabile racconto. Il romanzo permette, dunque, due diversi livelli di lettura: da una parte c’è la piacevole storia di Pin, dall’altra, scavando più a fondo e comprendendo il significato vero che dà Calvino alle parole che usa, si scorgono osservazioni sulla povertà, la guerra, la storia, il desiderio di riscatto che c’è in ognuno di noi.

Il romanzo d’esordio di Italo Calvino è già indice della sua grandezza. Illuminante il suo pensiero sulla storia: Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano.
Così, con semplicità, Calvino riesce a esprimere quello che tutti noi sappiamo ma non riusciamo a dire.

Angela Liuzzi

Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, Oscar Mondadori, 8,50 euro

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