“Marcovaldo” – Italo Calvino

Marcovaldo FrontItalo Calvino ha una qualità straordinaria: sa rivolgersi a tutti. Nel 1963 pubblica nella collana “Libri per ragazzi” la raccolta di racconti Marcovaldo ovvero Le stagioni in città, con 23 tavole illustrate di Sergio Tofano. Apparentemente storie per bambini, in realtà la denuncia velata delle conseguenze del boom economico degli anni Sessanta, dell’industrializzazione, dell’espansione urbana che riduce il verde e rende grigi gli sguardi degli abitanti.

Marcovaldo lavora in una fabbrica di scatole e vive in una mansarda con la moglie Domitilla e sei figli. Lo stipendio spesso si esaurisce in men che non si dica tra bollette e debiti. Il nostro manovale non è propriamente “creatura urbana”. Non si lascia attrarre dalle insegne luminose, dagli enormi cartelloni pubblicitari, dai semafori intermittenti. Piuttosto la sua attenzione si sofferma su tutto ciò che è naturale, fresco, genuino. Può bastare la scoperta di funghi nel giardino comunale a rendere meno misero il mondo circostante o il desiderio di dormire per una notte su una panchina sotto il cielo stellato.

Marcovaldo è un personaggio delicato, atipico, pulito e buffo. Ha gli occhi incantati e pieni di stupore come quelli dei bambini. Così, tra lui e i suoi figli non si capisce chi è l’artefice dei danni. Lo sviluppo industriale fa più grandi le città, ma non arricchisce i portafogli di tutti. Pertanto il nostro povero manovale va al supermarket con famiglia a seguito, senza poter acquistare alcuno degli articoli meticolosamente sistemati sugli scaffali. Può solo riempire per curiosità il carrello.

Ogni occasione può essere quella giusta per guadagnare qualcosa in più: preparare trappole per beccacce sul tetto (onde poi scoprire che si trattava di un esemplare di “piccione comunale”), portare i pacchi-regalo vestito da Babbo Natale a bambini tutt’altro che poveri o ideare cure contro i reumatismi a base di punture d’api. Ogni episodio rivela il rovescio della situazione presentata, con una ironia dal tratto leggero ma deciso.

Marcovaldo, del cui aspetto fisico nulla ci vien detto, diventa un amico, con cui sospirare guardando la luna e al quale affidare la mente e il cuore per respirare l’aria della primavera, sfiorare la neve d’inverno, vedere i colori sfumati dell’autunno e sentire il caldo insopportabile dell’estate.

È un libro che si legge con piacere e allegria, seppur amara, che ha come punto di forza la straordinaria varietà del vocabolario calviniano, in grado di rappresentare la realtà in tutte le sue meravigliose sfumature.

Se siete affetti da momentaneo “mal di vivere”, curatevi con i racconti di Marcovaldo!

Susanna Maria de Candia

Italo Calvino, Marcovaldo, Mondadori, pp. 134, 9 euro.

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