“Parola di Dio – Kalimat Allah” – Federico Ligotti

«Trovarsi a diciotto anni studente coranico senza scuola […]. Trovarsi a diciotto anni figlio di padre fucilato dai miliziani di Hamas e di madre stuprata, mandata alla gogna e rinchiusa in un istituto per dementi. Trovarsi a diciotto anni fratello che assiste i suoi fratelli […] e la sua unica sorella Jasmine, […] umiliata da uomini che portano leggi barbute, fisime intemperanti, salmodie».

Prendo in prestito l’incipit di Parola di Dio – Kalimat Allah per mostrarvi in maniera davvero molto sintetica la trama di questo libro, originalissimo. Un romanzo di poche pagine, intervallato da esplicative illustrazioni in bianco e nero riguardanti la tragedia di Gaza City. Federico Ligotti, infatti, esordisce affrontando una tematica tanto spinosa quanto attuale: la questione israelo-palestinese. È un libro di poche pagine che si leggono velocemente, ma che si rileggono subito dopo. Un libro che guida il lettore nei territori occupati della striscia di Gaza attraverso le parole di Kamil, un ragazzo che a diciotto anni deve affrontare gli esiti devastanti della violenza di un eterno conflitto in nome di un Dio Misericordioso: «Dio Clemente con chi prende in affitto il tuo nome e ti tortura e oscura vessando i suoi simili, Dio prodigo di immisericordia, stammi lontano». E quando anche la Biblioteca Ghibli viene distrutta dalle bombe, quando «la cultura di un popolo comincia a soffocare, quel popolo è malato di tisi»: i libri in fiamme non sono altro che vite spezzate.

Si tratta di un libro tragico, devastante, di forte impegno civile. Tuttavia si tratta di una crudeltà che trova conforto in un abbraccio, nel sorriso più bello di Gaza City.

Simona Leo

Federico Ligotti, Parola di Dio – Kalimat Allah, illustrazioni di Boris Colorblind, Lupo Editore, pp. 60, euro 16.

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