“Scritto nei sassi” – Diego Fontana

Diego Fontana Stefano LandiniLo ammetto: ero scettica. Insomma, arriva sulla casella di posta di Temperamente una mail di Diego Fontana e, dopo un primo contatto, ecco il PDF di Scritto nei sassi. Ora, per la lettura dei file noi temperine impieghiamo un sacco di tempo perché siamo divoratrici di carta stampata ma pessime nell’organizzarci per la lettura a schermo, così il libro resta a lungo evidenziato con il rosso dell’urgenza sul desktop del mio Mac (tragicamente fisso, ché, con un portatile, ci si organizzava).

Poi, evidentemente consapevole del valore del libro, Diego Fontana decide di inviare una copia “vera”: piccolo formato, carta spessa e avoriata, illustrazioni in bianco e nero, di sassi.

Così, come nella morra cinese (citata da Fontana), ho toccato con mano la carta che vince sul sasso, perché riesce ad avvolgerlo, ad imbrigliarlo nelle sue trame di cellulosa. Il libretto è una enciclopedia del sasso: raccoglie meteoriti, ghiaia, pietre lanciate dai cavalcavia, l’epopea di vari Hernandez (costruita come su un nastro di Moebius, dove i vari omonimi si incontrano a partire da diverse prospettive). Ho apprezzato tantissimo il riferimento al più breve romanzo mai scritto, e citato da Umberto Eco, e cioè questo: “Quando si risvegliò, il dinosauro era ancora lì”.

Non una enciclopedia compilativa, ma una raccolta creativa in grado di farmi sorridere di complicità con l’autore: quando ho incontrato i racconti enigmistici, per esempio. Il laccio della scarpa che si dispone a forma di “s” accanto alla carta dell’asso nel racconto “Rebus”, o il palindromo annA (sic), che si conclude con la ragazza che tende la fionda e si ritrova lanciata verso il cielo, dando così inizio alla storia che lì solo apparentemente ha la sua fine.

Perché leggere un libro incentrato su delle pietre? Perché l’idea che se ne ricava (una delle idee) è che i sassi preesistono e resistono all’uomo, e vivono nei loro tempi geologici la storia dell’umanità; in quest’ottica il viaggio sotto la suola di una Timberland è ben poca cosa, nulla – dovunque fosse diretto il portatore della costosa calzatura.

Mi piacerebbe conoscere Diego Fontana. Leggo sull’aletta che fu copywriter, e che ha scritto altro (cercherò). Ed io che ero scettica. Mi piacerebbe conoscerlo, ora lo intervisto.

Carlotta Susca

D. Fontana, Scritto nei sassi, illustrazioni di Stefano Landini, Incontri editrice, 94 pagg, 12 euro.

4 Discussions on
““Scritto nei sassi” – Diego Fontana”
  • Car, sei sempre la solita: m’incuriosisci con le tue parole e mi “costringi” a comprare libri. Ecco, è successo di nuovo con “Scritto nei sassi”! :)

  • Recensione impeccabile amica collega :). Ho trovato divina questa frase: “ho toccato con mano la carta che vince sul sasso, perché riesce ad avvolgerlo, ad imbrigliarlo nelle sue trame di cellulosa”.
    Come disse a lezione un nostro prof. : sono gli oggetti che ci posseggono e non noi che possediamo loro, proprio come questi sassi!

  • Ciao Carlotta, ciao a tutti.
    Non so se è usuale che uno scrittore commenti la recensione del proprio libro. Però ci tenevo a ringraziare per la curiosità e la sensibilità con cui hai accolto questo testo.
    Grazie ancora davvero.

    Diego Fontana

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