“Cantico sull’oceano” – Federica Leva

canticosulloceanoNon lasciatevi ingannare dalla copertina un po’ old style (anche se il vintage, a ben vedere, va di moda), né dalla qualità non troppo eccelsa della rilegatura. Cantico sull’oceano è la prova che il contenitore non sempre è espressione del contenuto e che anche scrigni poco seducenti possono nascondere preziosi tesori. Il romanzo di Federica Leva, difatti, è proprio un piccolo gioiello che racconta una storia di cui far tesoro.

Un misterioso uomo con un cappello a cilindro, che sembra venir fuori da un’altra epoca, racconta davanti a un quadro anonimo esposto al Louvre la storia della dama raffigurata, colta in estatica espressione. La donna si chiama Elenoire e a inizi ‘900 è una talentuosa pianista, costretta dal marito a soffocare la sua vena creatrice per ottenere consensi nell’ambiente maschilista della musica, esibendosi solo su pezzi canonici. Proprio mentre col marito Adrien si dirige su di un calesse verso Nizza, per prendere poi un treno per Parigi per una prestigiosa esibizione, i due si perdono e finiscono in un villaggio sperduto nella campagna francese. Vani si rivelano i tentativi di ritrovare la strada nei giorni seguenti. A Elenoire, però, la situazione non pesa: la gente di Valée Rose è amabile e i paesaggi le donano la serenità che aveva perso; oltretutto non le dispiace procrastinare il ritorno negli odiosi circoli di musica parigini. L’incontro con figure vivaci e sensibili come il pittore cieco Roland e l’avventuriero Edgard spinge Elenoire a uno scavo interiore cui fino a quel momento aveva rinunciato per non distruggere il legame con Adrien, al quale riesce intollerabile sopportare le composizioni originali della moglie. E mentre lei ritrova a fatica se stessa, riallacciando il legame con la sua vera identità e le sue più profonde pulsioni, lentamente perde il marito. Elenoire deve decidere: o abbandonare tutto per inseguire la sua musica, o soffocare il suo talento per Adrien. Sarà la magia dell’incantato villaggio di Vallée Rose, dei suoi giardini, dei suoi ciliegi, dell’impetuoso mare, e dei suoi abitanti ad aiutare la musicista nella sua scelta.

Non vi meravigliate se spenderò per Cantico sull’oceano solo parole buone. Tutto è decisamente costruito con sapiente attenzione per i dettagli e non si può che lodare l’organicità della storia nel suo insieme. Ma quello che rende davvero palpitante questo romanzo, come fosse percorso dall’inizio alla fine da un soffio vitale, è certamente la scrittura di Federica Leva: una penna classica, ariosa, che si diverte a giocare con la narrazione come fosse materia plastica modellata con assoluta naturalezza. Un toccasana per chi, stanco del moderno stile spezzato e contorto, è in cerca di una storia dal sapore d’altri tempi e dalla forma limpida e lineare, oggi forse un po’ troppo osteggiata.

Angela Liuzzi 

Federica Leva, Cantico sull’oceano, Sesat Edizioni, 2013

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