“Felici diluvi” – Graziano Gala

Graziano Gala, giovane scrittore di Tricase (Le), è al suo esordio letterario con Felici Diluvi, raccolta di racconti uscita con Musicaos.

Questi 14 racconti brevi sono incursioni rapide ma profonde in tante realtà altrettanto fittizie quanto veritiere. C’è la campagna retrograda, vecchia e dimenticata, c’è la metropoli vibrante, indifferente e caotica, ci sono molti voli pindarici, fantasiosi e schietti, che evolvono lenti negli anni e veloci sotto la penna di Graziano Gala.

Ma di cosa parla questa raccolta di racconti?

Così, di primo acchito, risponderei: del sud. Di quel sud in cui Graziano Gala è nato e vissuto, a cui evidentemente pensa ancora nonostante adesso viva a Milano. Un sud dal sapore un po’ anticato, nel senso che è sempre un po’ aggrappato al suo immobile fatalismo, sempre caratterizzato da quella reticente lentezza ai cambiamenti. Lo dimostra bene RoSara,  vecchia “pregamuerta” che non può accettare che qualcuna voglia invertire la rotta e ripopolare il suo paese, così già predestinato alla morte e alla dimenticanza, e preferisce un destino simile a una possibilità nuova, diversa e magari pure positiva. Ci sono per contro personaggi che provano a cambiare le cose, con quello poco di forza e fiducia che c’hanno, ma volente o nolente le loro azioni controcorrente sono sempre autodistruttive, proprio come questi fossero degli eretici.

Prendete un ombrello forte e resistente, e chissà come vi ritroverete lo stesso a bagnarvi sani sani sotto l’acqua

C’è anche un pezzo di nord Italia, però, in questi Felici diluvi, mutuando pienamente le esperienze di vita del suo autore, che si è trasferito in Lombardia per motivi lavorativi. Anche qui troviamo lo stesso disagio, scontentezza, reticenza e quel pizzico di (in) sana follia.
La rottura, totale e impetuosa come lo scrosciare di un diluvio, è l’unica possibilità di liberazione per Gaetano Tamorra, Franco e Marilena, Porziano Mala, tutte le lavatrici de “La figlia di Brasi”, l’omino Marco Poli e tutti gli altri tuoni impazziti e felici.

Non era folklore il nostro, né mancata integrazione. Solo una forma di autodifesa.

Il paradigma letterario di Graziano Gala mi ricorda per tanti versi quello di Cosimo Argentina, altro autore dannato del sud della Puglia e mentore dello stesso scrittore; legittima pecca che imputo al fatto che questo sia l’esordio, appunto, dell’autore. Intravedo i segni narrativi di un’ottima penna, celebrati anche dai numerosi premi che Graziano Gala ha già raccolto (leggete la sua autobiografia per esserne invidiosi) e attendo quindi fiduciosa i prossimi lavori, che sono certa non tarderanno ad arrivare.

Ricordo infine che Graziano Gala sarà in giro per librerie e caffè a presentare i suoi diluvi: per tutte le info, consiglio di buttare un’occhiata qui. Intanto, prendete un ombrello forte e resistente, e chissà come vi ritroverete lo stesso a bagnarvi sani sani sotto l’acqua.

Graziano Gala, Felici diluvi, Musicaos, 2018, € 13

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