“Isola” – Domenico Maggipinto

Isola, scritto da Domenico Maggipinto e pubblicato da Pietre Vive Editore, è una storia di acqua e di sale. Nell’isola di Giona non c’è altro che questo, ovunque ci si volti; l’idea, la possibilità di abbandonare l’isola, di cambiare vita e staccarsi dalla propria insita natura di sale, è cosa infausta e inapplicabile.

In quest’isola Ioab regna con la sicumera del tiranno e l’omertà dei concittadini. Il suo potere non ha limiti, la legge è la sua legge, il suo verbo è il verbo del sale. Ioab affida a Giona un compito: lui sarà l’eletto profeta del sale, colui che deve arrivare nella vicina città di Ninive a portarne il verbo, spianando la strada per la conquista della stessa. Giona tenterà dal compito che gli è stato assegnato, fallendo e cadendo in un fervido delirio rabbioso, consacrandosi infine alla brutalità della sua missione.

Giona è un burattino di giganti senza scrupoli e senza remore, è un vinto, un illuso, un poveraccio. Giona ha tutti contro: il mare, il signore Ioab, il destino, perfino il vecchio pescatore, che lo rimprovera in più occasioni. Giona è un outsider, un santo, un miracolato, un pazzo; come tale, la sua fine è segnata e mitica.

Isola si legge tutto d’un fiato, non perché il libello sia così corto (50 pagine) ma perché la qualità della scrittura che Domenico Maggipinto adotta è l’epica voce di una parabola, potente e raffinata. In un tempo senza età, collocabile sia nel passato immemore che nel presente immediato, Isola è una metafora delle tragedie della nostra quotidianità. Il dramma dei migranti, Lampedusa, gli scafisti infami, la mafia nostrana, il potere impassibile e corrotto, la povertà assoluta, il fallimento dei giovani che scappano da un destino prestabilito: questi gli elementi di una narrazione dal sapore salato come una ferita e amaro come il veleno, che sono valsi al suo autore la vittoria del concorso Luce a Sud Est dedicato alla letteratura civile.

Se siete curiosi di scoprire perché Maggipinto ha scelto il mito di Giona per rivolgersi all’editoria civile, scopritelo nella nostra intervista (qui).

Marco Montanaro, nella prefazione a Isola, afferma doppiamente che «la letteratura è utile – la letteratura è inutile», sostenendo che solo nel tempo ci si renda conto di quanto una storia sia stata importante e rappresentativa per i suoi contemporanei, quanto valga per persone di tutte le epoche e le età. La storia di Giona è una storia che si ripete, ciclica: slegata da una realtà oggettiva e verificata, perfettamente vera e realistica, ecco una storia completamente umana e al tempo stesso ideale, in un’Isola non troppo lontana dal nostro continente.

Domenico Maggipinto, Isola, Pietre Vive, 2015, € 5

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