“Memorie di una Geisha” – Arthur Golden

La piccola Chiyo è costretta ad abbandonare la sua casa ubriaca di Yoroido, dove sua madre sta morendo e suo padre la segue cadendo nell’oblio della depressione. Chiyo viene separata da sua sorella e accompagnata in un okiya (una casa di geishe) di Kyoto dove, contrastata dalla bellissima Hatzumomo, riuscirà a diventare la geisha più desiderata del quartiere Gion, spinta da un sogno, una speranza, un’unica ragione di vita.

Parliamo della storia di una geisha dotata di grande forza che, trovandosi ad affrontare la guerra, abbandona la bellezza per il dolore e la sofferenza.

Questa porzione segreta di mondo orientale si apre dinnanzi al lettore che, attraverso gli occhi di Sayuri, il nome da geisha di Chiyo, cammina fra le strade di Gion, impara a suonare lo shamisen, si trucca con il denso fondotinta bianco davanti allo specchio e si fa aiutare dal signor Bekku a indossare il kimono, pesante macigno sull’esile corpo di un’adolescente. La bellezza però svanisce e ci si ritrova dinnanzi a situazioni imbarazzanti, puerili e prive di magia. Il mondo di Sayuri può arrivare a rapirti e a farti volare sulle sue 563 pagine. Io sono stata vittima di questo rapimento e fino a qualche giorno fa sorridevo al pensiero di questo ulteriore viaggio di carta da aggiungere alla mia collezione. Purtroppo, dopo aver saputo che l’autore ha violato il contratto esplicitando il nome della Geisha intervistata e ha travisato le sue parole, facendo apparire queste donne come prostitute che si abbandonano ai piaceri proposti loro dal miglior offerente, beh, penso di aver strappato il biglietto per Kyoto, mantenendo un’amara illusione di ricordo. A chi credere quindi? Per quanto mi riguarda, ringrazio solo la piccola, innocente e speranzosa Chiyo.

Glenda Gurrado

Arthur Golden, Memorie di una Geisha, Edizioni Tea, 567 pp, 10 euro

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