“Tatty” – Christine Dwyer Hickey

Tatty è una chiacchierona, vivacissima, un’adorabile piccola peste. Nata dalla penna della scrittrice irlandese Christine Dwyer Hickey, il romanzo, che è stato bestseller in Irlanda (quel paese in cui sia il numero dei lettori che il rapporto tra librerie e lettori è il più alto della media europea) e Gran Bretagna, è stato appena tradotto e pubblicato in Italia da Edizioni Paginauno.

La storia di Tatty, raccontata ora in prima persona ora in stile impersonale, inizia come l’allegra storia di una bimbetta irlandese, vispa e piena di vita. Ha una mamma molto carina a cui piace cantare quando fanno festa, un papà mitico che la chiama socia e la porta in giro e al lavoro, fratelli, sorelle e cugini con cui giocare e bisticciare.
La sua vita però non procede in modo spensierato e tranquillo come ci si aspetterebbe: ben presto il tono di Tatty diventa più angosciato e inquieto e i suoi occhi riportano episodi che avrebbe preferito non vedere. Sua madre scivola nell’alcoolismo poco alla volta, trasformandosi in un’irritabile, violenta palla di caos, suo padre si vede sempre meno e sempre peggio, i suoi fratelli sono allo sbando, tra verruche, amici inventati e marachelle, e Tatty riesce a mettersi sempre nei guai, grazie alla sua ingenuità e alla sua voglia di essere capita e capire il mondo assurdo che la circonda. Tatty va in collegio e inaspettatamente inizia a vedere un barlume di luce nella sua vita. Ma, l’avrete capito, questa piccola vita non è così facile…

Dopo aver pubblicato il libro, Christine Dwyer Hickey ha ricevuto migliaia di lettere che le dicevano «Tatty sono io, è la mia storia, è la mia infanzia, sono i miei genitori, è la mia famiglia…», e la stessa scrittrice ha ammesso di aver mescolato elementi del proprio vissuto alla storia di Tatty.
Questo romanzo è una cronaca dei tempi, del clima dublinese tra i 60′ e i 70′, raccontati dalla voce dell’innocenza, che causa nel lettore un fortissimo senso di empatia per la sua protagonista, spingendoti a chiedere che ne sarà di lei e della sua famiglia dopo che chiudi il libro.

Fragile e commovente, non abbiate paura di incappare in una semplice storia strappalacrime alla piccola Dorrit: Tatty è molto di più. È un racconto in prima persona delle bassezze cui l’alcool può trascinare anche le persone più intelligenti, confermando quanto – purtroppo o per fortuna – siamo umani, tutti, i nostri genitori e parenti inclusi.

Chiudo con un’informazione utile: l‘autrice sarà presenta al Pisa Book Festival questo novembre. Un appuntamento da non perdere, se siete nei paraggi.

Christine Dwyer Hickey, Tatty, Edizioni PaginaUno, 2017, € 15

 

 

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