“Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone” – Maurizio de Giovanni

Una neonata abbandonata accanto a un cassonetto, una giovane ucraina di cui si sono perse le tracce, i randagi del quartiere che misteriosamente spariscono: ci sono tutti gli elementi per impegnare a pieno regime la scalcinata squadra dei Bastardi di Pizzofalcone. In una corsa contro il tempo – e contro i giornalisti assetati di scoop – i poliziotti guidati da Palma e capeggiati dal laconico Lojacono dovranno venire a capo delle tre vicende, senza smettere di fare i conti con i propri drammi personali. La squadra ne uscirà rafforzata, mentre la credibilità del commissariato comincia a prendere piede. Riusciranno i Bastardi a cancellare il marchio di infamia che si portano, loro malgrado, sulle spalle?

A distanza di un anno, torna la serie ambientata da Maurizio de Giovanni tra le contraddizioni della Napoli dei nostri giorni. Il romanzo è interessante e, come sempre, ben strutturato e congegnato; l’autore non perde la sua capacità di raccontare con ironia e partecipazione le vicende di un manipolo di persone che, per i motivi più disparati, sentono di dover dimostrare il proprio valore e riscattare la propria esistenza. La caratterizzazione dei personaggi, uno dei punti forti della serie, continua ad essere un ingrediente importante della storia, sebbene alcuni dei protagonisti rischino di rimanere incastrati in un ruolo, senza reali elementi di crescita rispetto ai primi volumi. Alcuni elementi ricorrenti, come quello della scelta tra due donne, una rampante e in carriera e l’altra dolce e materna, rischiano di diventare un po’ ripetitivi e stereotipati.

La tendenza al “riassunto delle puntate precedenti”, di cui l’autore sembra sempre un po’ vittima, nel romanzo è tenuta a freno, anche se, probabilmente, è pleonastico e noiosetto, per chi ha letto i precedenti volumi, sentir ripetere per l’ennesima volta che Hulk Romano ha picchiato la moglie o che Alex Calamity Jane Di Nardo ha esploso un colpo di pistola nel commissariato in cui era in forze in precedenza. Infine, la storia dei suicidi che potrebbero essere omicidi rischia di diventare feuilleton da cui l’autore potrebbe avere difficoltà a districarsi.

In conclusione, il libro merita decisamente di essere letto, nella speranza che de Giovanni abbia un filo più di coraggio e sicurezza nei propri mezzi e osi un po’ di più.

Maurizio de Giovanni, Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone, Einaudi, collana Stile libero big, 2015, pp. 318, € 19,00

 

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