“Di seta e di sangue” – Qiu Xiaolong

Il corpo di una giovane donna viene rinvenuto senza vita per le strade di Shangai. Assurdamente, la vittima indossa un qipao rosso: un abito elegante e costoso, di squisita fattura e di linea antiquata, difficilissimo da reperire perché bandito durante la Rivoluzione Culturale e recentemente tornato di moda, ma con foggia diversa e taglio moderno rispetto a quello utilizzato dall’assassino. Dopo pochi giorni, il terribile copione si ripete: la vittima è sempre una bellissima ragazza abbigliata con un abito mandarino rosso, di modello identico al precedente. Quando una terza donna viene uccisa con le stesse modalità, la polizia di Shangai è costretta ad ammettere di trovarsi di fronte a un serial killer particolarmente violento e indecifrabile.

L’ispettore capo Chen Cao, impegnato nei suoi studi universitari e intento a redigere una tesina sulla letteratura cinese, sembra l’unica persona in grado di affrontare il caso; le sue conoscenze di psicologia, infatti, sono fondamentali per tentare di tracciare un profilo dell’assassino. Ma quale motivo può portare un uomo ad essere ossessionato a tal punto da un abito? L’estrazione sociale delle ragazze è un elemento da considerare? Che una di loro fosse una triplice accompagnatrice è solo una casualità? Perché gli abiti indossati dalle vittime sono tutti strappati nei medesimi punti? Cosa si cela, dietro il mistero del qipao rosso?

Di seta e di sangue è il quinto romanzo della seria dedicata da Qiu Xiaolong, scrittore cinese di lingua inglese, all’ispettore Chen. Il giallo affronta con intelligenza tematiche attuali come la corruzione imperante nella società cinese e lo strascico, ancora tristemente doloroso, della Rivoluzione Culturale. È interessante, per il lettore occidentale, notare come riferimenti psicologici per noi scontati, come quello al complesso di Edipo, siano ancora poco comuni nel pensiero cinese; i personaggi di Xiaolong, in alcuni casi, sembrano rifiutare o accettare con riluttanza idee per noi abituali.
Il romanzo è ben costruito e, dalla metà in poi, quando acquista ritmo, è godibile e scorrevole. I personaggi sono piacevoli e l’affresco che l’autore traccia della Cina di oggi è utile per il lettore italiano per uscire dallo stereotipo e farsi un’idea più chiara e veritiera della vita e del pensiero borghesi in Estremo Oriente.

Maria Di Piazza

Qiu Xiaolong, Di seta e di sangue, Marsilio, 2011, pp. 392, €  18,50

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