“Era di maggio” – Antonio Manzini

Rocco Schiavone è vivo, sta bene, è al sicuro. Ma non può mettere piede nell’appartamento in cui ha vissuto, suo malgrado, ad Aosta, ed è sconvolto, umiliato, distrutto: scambiandola per lui, qualcuno ha scaricato un intero caricatore addosso ad Adele, compagna di uno dei suoi più cari amici, persona che stimava e per la quale provava affetto; la donna dormiva nel letto del vicequestore, da sola, in penombra, e l’assassino ha compiuto un tragico errore: non era lei a dover essere “seccata”, non era lei la vittima designata dell’agguato. Ripresosi dallo choc, Schiavone ha una sola priorità: scoprire l’autore del delitto e punirlo, fare chiarezza dentro di sé, provare a rimettere insieme i pezzi della sua vita; ma, per farlo, dovrà tornare a Roma, parlare con i suoi amici, risarcire rapporti ormai sfilacciati, cercare di perdonarsi per la colpa che sente di avere.
Era di maggio è, di fatto, il seguito di Non è stagione, una sua propaggine, il compimento degli eventi che erano rimasti in sospeso; nel quarto dei volumi dedicati alle inchieste del burbero vicequestore Rocco Schiavone ritroviamo tutti gli elementi migliori della serie: una trama coerente e congegnata in maniera sensata, personaggi non banali, un linguaggio schietto, verace, gustoso, un’ironia non banale.

era di maggioMa il punto di forza dei romanzi di Antonio Manzini è sicuramente la figura del protagonista; Schiavone è un personaggio che sta crescendo e cambiando nel tempo, e che acquista spessore di libro in libro. Senza mai essere stata sciatta o bidimensionale, la descrizione di Schiavone diventa sempre più puntuale e ben costruita: lo struggimento per la morte di Marina, l’atteggiamento di malcelato fastidio nei confronti di molti dei sottoposti, il vago interesse per le donne piacenti conosciute in giro, la stereotipata amicizia con i personaggi equivoci che frequentava a Roma stanno lasciando il posto a sentimenti più complessi e strutturati. Schiavone sta maturando, comincia a provare rispetto per qualcuno dei colleghi e a prendere in considerazione l’idea di concedersi di vivere nuovi affetti. L’autore ha conquistato in maniera stabile una grossa fetta di pubblico, non solo la nicchia degli appassionati di gialli, ma anche tutti coloro che cercano una storia in cui ci sia spazio per un ritmo vivace, sentimenti ben raccontati e personaggi da ritrovare di volume in volume.

Maria di Piazza

Antonio Manzini, Era di maggio, Sellerio, collana La memoria, 2015, pp. 381, € 14,00

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