“I la zit’ com’ si jacchij” – Francesco Sciannarella, Danilo Filippo Barbarinaldi

I la zit’ com’ si jacchij (trad. E la sposa come si trova) è una storia a fumetti atipica, che solo grazie alla narrazione per immagini può trovare spazio all’interno della categoria “Graphic novel” di questo sito, ma che in realtà trae origine da quella letteratura vernacolare spesso poco apprezzata se non fatta risalire alla tradizione napoletana o veneziana di edoardiana e goldoniana memoria.

Trasposizione a fumetti dell’omonima commedia in materano scritta da Bruno Nicola Francione, questo volume mostra le potenzialità espressive del teatro avvalendosi delle belle tavole di Danilo Filippo Barbarinaldi. Si crea così una sorta di empatico connubio fra due forme d’arte talvolta condannate all’inavvertibilità, ma che con questa innovativa soluzione arrivano dritte al cuore di chi legge e di chi decide di godere dello spettacolo della compagnia teatrale “Il Sipario”, grazie al Dvd allegato al fumetto.

I la zit’ com’ si jacchij è il racconto delle ore che precedono il matrimonio fra Nannina e Antonio, figli di quelle tradizioni ancestrali in cui si radicano la memoria e gli usi di una civiltà meridionale e nello specifico lucana, che, pur avendo subito felicemente l’influenza dello sviluppo culturale, sociale, tecnologico degli ultimi decenni, non ne rinnega storia e irrinunciabili riti popolari.

E così, scorrendo le tavole (con traduzione a fronte a cura di Franco Perrone), assistiamo allo svolgersi di consuetudini attentamente osservate dalle famiglie dei due sposi perché il matrimonio abbia il successo sperato, sorridendo di quei momenti di comicità di cui il teatro dialettale è pieno e soffermandoci a compiere qualche breve, superficiale, ma istintiva riflessione antropologica sui rituali caratterizzanti certi momenti della vita della civiltà contadina, che ciascun italiano si porta dentro.

Belli i disegni di Danilo Barbarinaldi, mai troppo studiati o dettagliati, tranne per l’espressività convincente e vivida dei volti, quasi che voglia riportare su carta l’autenticità, la genuinità, l’innocente grossolanità dei protagonisti.

Degne di nota, infine, le introduzioni dello sceneggiatore Francesco Sciannarella e dello stesso Barbarinaldi. Quest’ultimo, in particolare, compie una intelligente digressione – piacevole da leggere anche al di là della Zit’ – sulla storia della Nona Arte e sul peso che questa ha avuto per la letteratura più in generale, sebbene assai di frequente vista come un’arte secondaria, “invisibile”, come nella definizione di Scott Mc Cloud.

Angela Pansini

Francesco Sciannarella – Danilo Filippo Barbarinaldi, “I la zit’ com’ si jacchij”, pp. 122, € 10

2 Discussions on
““I la zit’ com’ si jacchij” – Francesco Sciannarella, Danilo Filippo Barbarinaldi”
  • Ci tengo a precisare di non aver dato indicazioni sull’editore di questo fumetto, semplicemente perché non ve na sono in merito sulla copertina o all’interno del volume, né sono riuscita a reperire informazioni a riguardo in altro modo.
    Io l’ho acquistato presso la sede di un’associazione fumettistica materana che frequento; difatti “I la zit’ com’ si jacchij” ha un circuito distributivo ristretto alle realtà associative afferenti alla Compagnia teatrale “Il sipario”, una sorta di passaparola fra amici, ma non è acquistabile in libreria, temo.
    Tuttavia mi sembrava una buona idea parlarne, perché è un lavoro davvero ben fatto.

  • Ed io tengo a precisare che a maggior ragione ho apprezzato questa tua recensione.
    Proprio perché non hai scelto di parlare di un prodotto nazional-popolare, bensì di un prodotto di nicchia, di cui difficilmente avrei saputo qualcosa se non fosse stato per te, ti ribadisco il mio apprezzamento. Da par mio, condivido in pieno la decisione di dare visibilità anche a questi lavori.
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    P.S.: se non erro, la parola “zitella” deriva dalle forme dialettali centro-meridionali “zitta”, “citta”, “cittella” e “piccittella”, che designano ragazze da sposare, giovani donne in età da matrimonio e, dunque, non (ancora) sposate. Mi chiedo a questo punto se il termine zit’ non sia anch’esso imparentato con quelle forme.

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