“Freezer” – Veronica Veci Carratello

Colori pastello, piccoli drammi e capelli rossi. Freezer di Veronica Veci Carratello

FreezerDella mia adolescenza ricordo le primavere: il pizzicore dell’aria di marzo, la frescura di quella di aprile, i giri interminabili in bicicletta, le mattinate a scuola e gli intervalli, la comodità delle felpe che coprivano quel corpo in cui era impossibile sentirsi a proprio agio, l’agitazione dirompente nel vedere un’assorbente macchiato, la difficoltà ad abbandonare certe abitudini ‘da bambine’ per adottarne altre più ‘da grandi’ di cui ancora, a quell’età, non si capisce del tutto il senso.

Veronica Veci Carratello riesce, con il suo graphic novel Freezer, a regalarmi di nuovo la sensazione di essere alle medie; mi riporta agli anni in sella alla bicicletta, agli anni della goffaggine, alla ricerca di sé stesse, gli anni in cui da una parte si avverte, forte e certa, la propria diversità ma in cui, al contempo, altrettanto forte è la spinta all’omologazione.
Veci mostra questa frattura, questo conflitto d’interessi ma non solo: mostra come nonostante si sia ancora piccole, si abbia già grande sensibilità, una sensibilità spesso urtata dalla goffaggine degli adulti che hanno forse dimenticato quanto quell’età sia fragile e delicata.

Mina, infatti, è una ragazzina che, nonostante qualche dubbio circa chi sia davvero, sa perfettamente cosa non vuole essere. Non vuole essere come le sue compagne, non le interessa nemmeno provarci, ma sa anche che non essere come loro comporta un esilio, una solitudine volontaria.
Essere fedeli alla propria personalità, ai propri interessi, alle proprie attitudini può costar caro: ma lei lo sa, ne è consapevole, e questo la rende non solo più adulta degli adulti, ma senz’altro coraggiosa.
L’invadenza della mamma, la spacconaggine del papà, le liti col fratellino, la crudeltà di alcune compagne di scuola, l’aspettativa e il terrore dietro alle mestruazioni sono tra i problemi che Mina si vede costretta ad affrontare ogni giorno; ma non solo: la morte, i problemi economici, la mancanza di lavoro, sono altre spie d’allarme ben più grandi e luminose, altri problemi di cui sente parlare e che la preoccupano, che vive sulla sua pelle e di cui ha coscienza. Mina, ci dimostra come l’età in qualche modo non conti e ci dimostra che in ogni momento della vita si hanno occhi e orecchie per percepire il mondo circostante e i suoi drammi.

Ma nella vita quotidiana, costellata da tutti i suoi problemi, da tutte le sue criticità, Mina sa anche che può contare, nonostante i litigi, le incomprensioni, le diversità, sull’appoggio della sua famiglia.
Dallo spingere il camper rimasto fermo sulla strada, dall’accompagnare  tutti insieme lo zio ad un incontro amoroso, dal mantenere un segreto di famiglia inconfessabile – e che non sarò io a svelarvi – i Robinson vi stupiranno per la loro unicità e per la loro unità.
Pur conoscendo i difetti delle persone che ha accanto, nonostante quei difetti la facciano spesso soffrire e acuiscano il suo disagio soprattutto negli eventi sociali, Mina accetta ognuno per com’è, dando nello spazio delle 138 pagine di deliziosi disegni che illustrano le sue vicissitudini una grande lezione: accettare le diversità e le scelte altrui pur non condividendole è un grande gesto d’amore.

Veci ci trasporta in un universo dai colori pastello narrandoci una storia in toni freschi, ma che nasconde un lato più opaco: l’adolescenza non è rose e fiori, semmai un “prato di fiori belli ma puzzolenti in mezzo ad una campagna che almeno sa di buono”; non è un periodo di incoscienza, di irresponsabilità e di spensieratezza, tutt’altro. È un passaggio doloroso, fatto di piccole sofferenze, di piccole frustrazioni. Ma è proprio attraverso quelle difficoltà che riusciamo ad emergere, più forti, più veri, più noi.
È attraverso la consapevolezza di non essere sole, attraverso il supporto delle persone che ci vogliono bene che riusciamo a sorridere tra le lacrime, ad uscire vittoriose da un momento di così grande vulnerabilità.

Posti segreti in cui rifugiarsi, gatti che cercano il suicidio in modo quantomeno kafkiano, nonne silenziose, zii appartenenti ad un’altra epoca, vicini ossessivi e tagli di capelli improbabili almeno quanto i nomi propri dati alla progenie, sono tra le ulteriori particolarità che potrete trovare in un romanzo che sa colpire con ironia e con garbo la lettrice e il lettore, che sa raccontare una storia personale, collettiva, familiare.

Una storia graziosa, come una bella sorpresa.

Laura Fontanella

Freezer, Veronica Veci Carratello, BAO Publishing, luglio 2016, 138 pp., 18 euro

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.