“Nevermind” – Tuono Pettinato

Nevermind. Tuono Pettinato riprende il titolo dell’album più famoso dei Nirvana, quello del boom, per la sua graphic novel uscita per il ventennale della morte di Kurt Cobain, (aprile 2014).
Il mito di Kurt Cobain è per tutti quelli della generazione 1980 in poi qualcosa che trascende la parola “idolo”, visto che decisamente non era un idolo – nonostante si siano poi indossato le magliette con la sua faccia e acquistato libri e cd che ne parlassero, credendo ad ogni sua parola, scritta, parlata o trafugata. Lo stesso vale per Tuono Pettinato e Davide Toffolo, cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti e a sua volta disegnatore, che firma una sentita introduzione al libro stesso. Eppure tutti e tre ci ritroviamo ad ascoltare gli album di Cobain e a canticchiare seguendo i versi delle canzoni sulle pagine del fumetto. 

Nevermind procede proprio come se fosse una lunga canzone su Kurt Cobain. E in questa particolare biopic il protagonista viene narrato dal suo miglior amico indiscusso negli anni: il tigrotto di Calvin&Hobbes, Boddah, amico immaginario dell’infanzia e benevola figura amicale durante l’età adulta, infine destinatario della lettera che Kurt lascia prima del suicidio. La scelta di Tuono Pettinato di far parlare Boddah sottolinea probabilmente la sua volontà di mostrare l’artista, tra i più discussi e chiacchierati di sempre, dal lato meno facile e più definitivo: un adulto segnato da un’infanzia difficoltosa, che si trascina in un’adolescenza arrabbiata ed emarginata, fino a diventare una rockstar incompresa, capace di sublimare tutto questo in una musica nuova, che parlava a tutti, esprimendo le ansie di generazioni di disadattati, infuriati, sagaci, loser.

Ogni tentativo di stigmatizzare Kurt Cobain in un tipo e di dare una spiegazione logica alle sua azioni come alla sua arte mi sembra però sbagliato e ingiustificato: non potrei mai ridurre nessuno a una catena di causa e effetto, men che meno Kurt Cobain. Perciò, dimenticate le precedenti parole, leggete la graphic novel di Tuono Pettinato e ascoltate la sua musica. Che è perfettamente descritta da Davide Toffolo così:

E nella musica dei Nirvana tutto questo sembrava parte del racconto stesso, della poetica della band. Irriverente come l’essenza stessa del punk, calda come il blues americano, compromessa come tutta la musica commerciale ma vitale, aggregativa, generazionale, a suo modo rivoluzionaria.

Per tutti questi motivi, un plauso va a Tuono Pettinato per la sua biopic così scorrevole e vicina a quello che si presuppone essere stata la realtà. L’illustratore non era nuovo alle biopic: ne aveva già scritte altre su alcuni personaggi storici, come Garibaldi e Galileo. Qui la narrazione si muove con velocità (che è un male), talvolta non rispettando l’ordine cronologico degli eventi(che è un bene), unendo gli episodi scelti per rappresentare la vita di Kurt Cobain tematicamente, spesso tratteggiandone le sensazioni con la sua musica. E così, con una canzone malinconica, si chiude Nevermind, lasciando in gola un groppo non sciolto.

Tuono Pettinato, Nevermind, Rizzoli Lizard, 2014, € 13, pag.89

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