Remi Tot in Stunt – Martoz

Se avete visto Drive, sapete già che uno stuntman può fare di tutto e che solitamente ha almeno una doppia vita. Remi Tot rientra in questo vivacissimo e nuovo cliché e dimostra di essere molto più di quello che immaginate.
Remi Tot è uno stuntman della realtà, ma non voglio spiegarvi a parole quello che questa definizione significa – e tranquilli, non ci proverà neanche Martoz: per lui valgono i disegni che schizzano fuori dalle pagine. Remi Tot è uno scienziato, è un veggente, è un supereroe, è un incompreso.
In Stunt cinque domande spingono l’azione narrativa. Cinque domande retoriche (Perché Stephan invece che il nulla?) da cui muovono elucubrazioni mentali, piani e idee del nostro fisico-matematico (Remi Tot è anche quello), avventure assurde e eventi paradossali. Non ci state capendo nulla, eh? E perché noi esseri umani normali non ci muoviamo alla stessa velocità di esseri come Remi Tot. Ecco, mi sono chiesta più di una volta cosa avesse in mente Martoz mentre lo disegnava, e me lo immaginavo ispiratissimo a disegnare e scrivere pesantemente fogli su fogli, ma la mia curiosità voleva essere a tutti i costi soddisfatta diversamente, perciò sono passata all’azione anche io e gli ho fatto un’intervista. Eccola qui.

Quando lanciamo un dado ci aspettiamo che atterri su una delle sei facce, non che si fermi su uno degli spigoli.

Questo è ciò che trovate scritto sulla quarta di copertina. Un bell’avvertimento, che vuol preparare al geniale caos che troverete dentro questo denso fumetto, in cui le tavole a colori o i geroglifici in bianco e nero sovrastano la loro funzione estetica.

Già da tempo David Foster Wallace ci aveva insegnato come argomenti che sembrano non avere niente a che fare l’uno con l’altro – il tennis alla trigonometria, il rap ai bianchi – siano in realtà facilmente legabili se trattati da una penna intelligente e capace di corrispondenze. Martoz con Remi Tot in Stunt compie un lavoro simile, prendendo formule matematiche e teorie fisiche e combinandole assieme per avere più di una roboante graphic novel, ma un’opera artistica. Pagine di sola illustrazione, in cui ti perdi a guardare i dettagli e cercare di riconoscere tutti i riferimenti (Kandinsky, Rothko, Moebius, solo per citarne alcuni).

Dopo aver letto Remi Tot in Stunt ne esci senza dubbio un po’ frastornato. Torni indietro, riguardi quelle pagine colorate che ti hanno lasciato a bocca aperta, rintracci dei simboli che non avevi scorto prima, deduci, forse, altre verità o possibili interpretazioni. La verità è che questo è solo un assaggio. E infatti, è da poco uscito il secondo episodio di questo incredibile personaggio. Che ci scommetto sarà ancora più stupefacente del primo.

I fumetti di MalEdizioni non sono come tutti gli altri. La loro forza è viscerale, irruenta, breve, potente. Sono come dei fulmini: una scarica incredibile di elettricità che esplode davanti ai vostri occhi. Da leggere e farsi sconvolgere.

Martoz, Remi Tot in Stunt, MalEdizioni, 2015

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