“Tamara de Lempcicka” – Vanna Vinci

«Sono Tamara de Lempcicka e non ho bisogno di presentazioni. Tutti conoscono i miei quadri. Sono sempre stata moderna e non sono mai passata di moda.» Questo è il primo riquadro della biografia a fumetti che Vanna Vinci ha disegnato e scritto sull’icona dell’Art Déco Tamara de Lempcicka per 24Ore Cultura.

Questo libro è uscito nel 2015 e l’avevo adocchiato sin dalla sua uscita: lo sguardo profondo e tagliente della pittrice ridisegnato da Vanna Vinci, che già apprezzavo per la sua Bambina filosofica, mi attirava moltissimo. Non sbagliavo: elegante e stimolante è lo stesso fumetto.
La vita della de Lempcicka è decisamente quella di una stella della storia dell’arte moderna: nasce contessa polacca, viene allevata da due donne forti, la mamma e la nonna, ama viaggiare e si fa trascinare in lungo e in largo nel continente sin da bambina, sfruttando al massimo il suo fascino nascente. Ha una personalità forte e prorompente, esattamente come il suo aspetto fisico (bionda e statuaria) e i suoi quadri. La pittura inizia come un gioco infantile ma diventa presto la sua vera forma di espressione e comunicazione con il mondo.

I quadri di Tamara de Lempicka sono magnetici, anticonformisti e spregiudicati: voluttuosi, descrivono corpi carichi di eros e di vitalità e carattere, quand’anche seri e più intimi. Moderna, questa è la cifra di Tamara de Lempicka, una donna che non si lasciava fermare da niente e nessuno: non dalle regole sociali, dalla sua posizione altolocata, dai suoi mariti o da ogni tipo di discriminazione per il fatto che fosse donna. Tamara de Lempicka vive e fa tutto quello che può essere di suo gusto e che la attrae: sperimenta il sesso omosessuale – molte delle sue amanti sono state sue modelle -, partecipa e dà feste sontuoso, prova la droga, frequenta bordelli e cabaret parigini. Vanna Vinci descrive la pittrice come una donna esplosiva e carismatica, che ha vissuto una vita decisamente strabiliante e ha saputo andar fuori dagli schemi, seguendo il suo fiuto e sensibilità artistica.

Forse starete pensando che fu facile, per la de Lempicka, condurre una vita del genere (Parigi, Italia, Messico, Hollywood, New York…) visto che era nata nobile, ricca e bellla. Sì e no. Perché a causa delle sue origini la pittrice dovette abbandonare il suo paese natale e ha anche patito la fame e la sfortuna. Ma la ragazza, l’avrete capito, era mooolto sveglia e non si è lasciata scoraggiare da guerre e dittature, da cui è abilmente sfuggita, e si è reinventata più di una volta, restando sempre fedele a se stessa. Icona dell’art déco, senza dubbio, e tra le prime artiste donna a sapersi imporre e diventare celeberrima.

 

Tamara è un personaggio incredibilmente forte e scomodo. Proprio questa scomodità, il suo spregiudicato modo di procedere pensando prima di tutto a se stessa, questo suo essere l’opposto di donne come Madre Teresa. È stato questo a incuriosirmi e a piacermi. Una donna che fuori dai falsi, o veri, moralismi sapeva il fatto suo e amava se stessa e la sua arte. Tamara non guardava in faccia a nessuno. Vanna Vinci su Tamara de Lempcicka

 

 

Vanna Vinci, Tamara de Lempicka. Icona dell’Art Déco, 24ore Cultura, 2015, € 17.90

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