“Dimmi che c’entra l’uovo” – Fabio Napoli

Difficile pensare e progettare un futuro quando la parola chiave che domina la nostra esistenza e il nostro paese è una sola: precariato! Un tema senza dubbio attuale e trattato anche, con meno efficacia, da Michela Murgia in Il mondo deve sapere, facendo riferimento al mondo del call-center. Tuttavia l’esito non cambia: la difficoltà di modificare la realtà.

Roberto Milano è un giovane laureato. La psioriasi ansiogena divora i suoi gomiti, i contratti a tempo determinato gli divorano l’anima. La sua è una continua corsa contro il tempo a bordo di una bicicletta, con la quale si destreggia tra le strade di Roma per raggiungere ben quattro posti di lavoro: un set cinematografico dove fa la comparsa nei film porno; la casa di un ragazzo al quale fa ripetizioni private o almeno ci prova; una pizzeria per il servizio a domicilio e un bar. A stento queste occupazioni gli permettono di pagare l’affitto e le bollette. Ma cosa fare se nel giro di quarantotto ore si perdono i primi tre? (lascio a voi la scoperta delle cause, davvero singolari ma realistiche). E se anche la speranza di un posto fisso, quello in un fast food, svanisce? E cosa c’entra l’uovo in un test attitudinale? Davanti a un’insolita e inaspettata domanda diventa difficile  mostrarsi sicuro e sentirsi  realmente “quello che stanno cercando”. I buoni propositi (Entro nel fast food ripetendomi che sono io, sono proprio io quello che cercano) svaniscono e con essi la speranza di essere assunto. Cosa fare quindi per sopravvivere? La strada da intraprendere sembra essere solo una e si realizza con la formazione della cosiddetta “Banda dei Precari”. Si tratta di un riscatto (ci avete voluto precari, vabbè prima o poi questa cosa vi si rivolterà contro) messo in atto da Roberto, Marianna, una ragazza spregiudicata, fresca, vitale, e il suo ex fidanzato, Riccardo; un riscatto fatto di rapine e violenza, ma può essere questa la vera soluzione al problema? O meglio, esiste una soluzione?

Dimmi che c’entra l’uovo, opera prima di Fabio Napoli, è un libro ben scritto e oserei dire fresco, dinamico, originale, che racconta la precarietà con ironia.

Simona Leo

Fabio Napoli, Dimmi che c’entra l’uovo, Del Vecchio Editore, pp. 168, euro 14.

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