“Premessa per un addio” – Gian Luca Favetto

Prendete un uomo tormentato, fatelo salire su un volo in direzione New York e guardatelo perdersi nella città, «un’isola di uomini donne edifici, strade voci bambini, lingue e azioni, […] il posto dove puoi fare i conti con il mondo intero», et voilà, Premessa per un addio è servito.

prem1Tommaso Techel è un geografo che ha smarrito le sue coordinate, un antropologo che, pur conoscendo a fondo popoli e culture, non ha mai imparato a conoscere se stesso. Il soggiorno newyorkese non rappresenta una svolta per lui, ma un modo per allontanarsi da un passato che lo soffoca e che tuttavia lo seguirà oltreoceano, costringendolo a mettersi in dubbio, a interrogarsi sui propri errori, a ripensare alle sue scelte. L’intero romanzo non è che una continua riflessione del protagonista: bastano un volto incrociato per caso, un fremito di palpebre, un movimento sinuoso a suscitare un ricordo o a partorire un viluppo di considerazioni. Tommaso vuole stare lontano per un po’, affidarsi alla corrente, vivere senza meta in un posto dove nessuno si aspetti niente da lui, forestiero fra i forestieri. Ma è New York, con la sua vitalità pigra e le sue vite straordinariamente ordinarie, a dargli nuovi piccoli stimoli. Il primo è rappresentato dalla carismatica ed elegante Alma Berlin, una poetessa conosciuta in aereo. Poi ci sono J – solo J – il vicino di casa che fuma beve e dispensa consigli zen, il cameriere campano del suo caffè preferito, la materna Gladys e l’affascinante Cora, musicisti, passanti, comparse. E i fantasmi in carne ed ossa che vivono a quasi 7mila chilometri di distanza: una moglie non-più-moglie, una figlia estranea, un padre assente e una madre che non c’è mai stata. Last but not least, il protagonista di Foreword for a Farewell, il romanzo d’esordio del canadese Carlton McGill, la cui lettura scandisce le giornate newyorkesi. La storia di Carlton è uno specchio annerito in cui si intravedono parallelismi con le vicende di Tommaso. Il protagonista di Premessa per un addio legge le avventure del protagonista di Foreword for a Farewell, Premessa per un addio: è un gioco metaletterario che funziona, perché «sono i protagonisti del libro che scelgono il loro destino e decidono a cosa dire addio». Tommaso decide. Capisce che il suo percorso recente è una premessa per l’addio al vecchio sé, perché in fondo ogni viaggio rappresenta un inizio che ossimoricamente può coincidere col ritorno.

Premessa per un addio è un romanzo speciale. È raro che una storia così ambiziosa venga rappresentata con tale perfezione. Ambiziosa perché in fondo il libro racconta il movimento statico di una vita qualunque, a mio parere difficilissimo da narrare, e quasi sempre i romanzi che si avventurano in questa operazione assomigliano a una ballerina che, nello splendore della danza, compie un gesto imprevisto, perde l’equilibrio e frana rovinosamente a terra. Non così Premessa per un addio: è un romanzo sinuoso dal principio alla conclusione, offre innumerevoli spunti di riflessione e regala verità mai banali. Seguire Tommaso nel suo labirinto mentale è un piacere per il lettore, merito della penna elegante e scorrevole di Gian Luca Favetto. Romanzo consigliatissimo ai lettori curiosi, ma soprattutto «a chi ama leggere a voce alta, a chi vorrebbe ballare un valzer alla Grand Central Station, a chi non porta mai l’orologio e sbircia l’ora dove capita, e a chi vorrebbe lasciare andare tutte le domande sull’acqua, come si lasciano andare le illusioni».

Angela Liuzzi

Gian Luca Favetto, Premessa per un addio, NN Editore, aprile 2016, 190 pp., 13 euro

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