“Amore, ho preso un granchio” – Gianluca Lancieri

Gianluca Lancieri non ha preso un granchio con questo suo amore per la poesia; e neanche voi lo prenderete leggendo questa sua bella raccolta in uscita per Miraggi.
Cantautore prima che poeta, Lancieri conosce la musicalità delle parole e la usa, dosandola senza sperperi, nelle sue poesie. Gioca con i cambi di vocale, con le allitterazioni e i raddoppi, inanella calembour semantici e sonori, per la gioia di chi legge.
Gioia è il forse il sentimento che più di tutte contraddistingue questa raccolta: una gioia del vivere – l’amore, in primis, senza dubbio – che si sposa con quella dello scrivere e finisce felicemente sulle pagine.

Anche quando le cose si mettono male, quando si parla di gelosia, incomprensioni, litigi e bugie, è come se l’autore vivesse questi sconvolgimenti in modo sereno, governandoli con la propria penna e con la propria tranquillità. Forse perché ben conscio che varrà sempre questa regola «ci dimenticheremo tutto/ senza sconti/ non preoccuparti:/ ci dimenticheremo» perciò inutile crucciarsi per qualcosa che sparirà. E certo non sparirà con quella stessa gioia con cui è arrivata, perché anche Lancieri sa molto bene che «l’amore non ha colpe/ però cazzo se colpisce forte» ma in fondo, cosa volete farci? Così è la vita e non esistono (o forse si) tribunali e contratti d’amore che tengano: quelli che stringono gli innamorati con i loro baci e le loro promesse valgono fintanto che vale e dura quell’amore di cui sono figli.

Se potessi/ sentirmi fuori / da questa cella/ ti renderei libera

Dilemmi e contraddizioni, che gioia! Che bello viverli, trapassarli, immergervisi felicemente, sognando le stelle e il mare, che tornano nelle poesie di Lancieri; e chi se ne frega se si prende qualche granchio. Anche in quel caso, sarà comunque un granchio innamorato. Ce lo si mette in conto, e in amore, come in guerra, tutto è permesso e tutto è perdonato.

l’amo o non posso non amarla?

Non molto tempo fa mi lamentavo della scarsità di coraggio e idee degli editori italiani in fatto di uno dei più delicati settori dell’editoria, la poesia. Ebbene, devo, con gioia, ricredermi: da qualche tempo è iniziato un timido movimento in senso contrario che invece riscopre e valorizza, anche editorialmente parlando, la poesia. Felicemente rilanciata dalla moda spettacolare dei Poetry Slam, inseguita e rafforzata da quella delle serate con “Microfono Aperto” che ormai in tutte le città/locali si sta espandendo, la poesia sembra esser tornata tra noi. E Miraggi ha il merito, tra le prime case editrici indipendenti, ad averla difesa, pubblicandola, riuscendo anche a creare un piccolo caso editoriale, ossia il poeta Guido Catalano.
Gioisco di questa rinascita, pur restando attenta alla parte modaiola che si trascina; e come e con me dovrebbero gioire tutti i poeti, come fa  e ci fa fare Lancieri, perché

Ridere a crepapelle/ nel cuore della/ notte. È una battuta/ stupida. Ma/ la poesia sta/ ovunque/ la si voglia sentire

Gianluca Lancieri, Amore, ho preso un granchio, Miraggi, € 12, 2016

 

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