“Non spiegatemi le poesie che devono restare piegate” – Ivan Talarico

Ivan Talarico è attore, musicista, poeta. Ha pubblicato per Gorilla Sapiens la sua seconda raccolta di poesie dal titolo volutamente equivoco Non spiegatemi le poesie che devono restare piegate , da cui tiro fuori subito questa:

E se io morissi domani?
Mi avresti amato abbastanza
o avresti qualcosa nel ventre che hai dimenticato di darmi,
che conservavi per i giorni
migliori?

E se io fossi morto prima
di conoscerti?
Non avresti avvertito qualcosa
che mancava nella tua vita?
Non ti saresti svegliata di notte
piangendo
senza sapere perché?

(Poesia che mi ha fatto pensare, per associazione libera, credo, alla canzone di Mina “E se domani”.)
Quasi in tutte le poesie di Ivan c’è un riferimento all’amore, alla donna amata e alle complicazioni, inevitabili, delle storie. Questo potrebbe far pensare che il suo libro sia una raccolta mielosa e sdolcinata, o triste come sono i cuori infranti. Stop, fermate le pellicole: non è un libro smielato, non è un libro grondante dolore, e stop di nuovo, non è un libro puramente teorico.
La poesia di Ivan è quotidiana, allegra, chiacchiericcia e leggermente chiassosa, a volte. Fa battute, Ivan, tra i suoi versi, infilando il savoir faire tipico di chi è abituato a stare su un palco. Potrei dire che ce lo si immagina molto facilmente mentre legge con espressione le poesie, magari a volte anche accompagnato dalla musica.

Ho visto un post su Facebook, era una sua poesia. Mi è piaciuta, ho sentito che tra quelle espressioni così normali c’era un senso poetico, una voglia di bello e di buono che prosegue nelle poesie su carta stampata.

Ho bene in mente il futuro:
ti porto via
(mi porti via)
a fare l’amore
dal mese di aprile
all’aprile
di cento anni dopo.

Perché non aver più un lavoro, o averne uno sempre saltuario, non importa che l’età avanza e gli impegni pure ma i soldi mai, non è importante: l‘importante è aspettarsi sotto casa fumando sigarette, regalarsi libri sbagliati, contare i silenzi vicendevoli, amare. Dopo tutto, è questo che fanno i poeti, no?, verrebbe da dire. Sì, forse sì, come tutte le persone al mondo, verrebbe da controbattere.
Le spiegazioni non ci sono, come è giusto che sia. Io però, le poesie le ho piegate: quelle che mi piacciono, il bordo della pagina in alto. Così è, ma non lo diciamo a Ivan.

Ivan Talarico, Non spiegatemi le poesie che devono restare piegate, Gorilla Sapiens, 2016, € 13

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