“D’Amore non si muore” – Per Nilsson

Un ragazzo, oppure un giovane uomo, è seduto solo nella sua stanza in un appartamento al secondo piano di una palazzina a tre piani. È un sabato sera d’agosto. Una notte di luna piena.
Il ragazzo ha mentito per poter essere solo in casa quel certo sabato sera…

Inizia così il romanzo D’amore non si muore dello svedese Per Nilsson. Un romanzo dalla trama molto semplice, forse banale, ma dalla particolare tecnica narrativa, che ci regala una struggente storia cinematografica. Sembra infatti che le immagini della storia, raccontata in terza persona, scorrano su uno schermo immaginario e noi diventiamo gli spettatori, piuttosto che i lettori di questo romanzo.

Dalla sofferenza ad una nuova consapevolezza dell’io: D’amore non si muore.

Il protagonista della nostra storia, un lui indefinito, vede Anka per la prima volta sull’autobus e ne resta folgorato.
Dopo essersi osservati e spiati per alcuni i giorni, i due adolescenti si conoscono e diventano amici, finché una sera, rimasti soli in casa, scocca tra di loro la scintilla. È amore! Purtroppo le vacanze estive sono vicine e il nostro innamorato deve partire per gli Stati Uniti per un lungo mese. Non vorrebbe partire proprio adesso che ha incoronato il suo sogno d’amore. Non può sopportare la lontananza da Anka.
Come un dolce Werther, il nostro protagonista scrive lunghe e appassionanti lettere alla sua amata piene di nostalgia. Rientra così, un giorno prima dalle vacanze e si precipita a casa di Anka, ma lei non lo aspettava e…

Ho apprezzato molto questo romanzo per la naturalità nel descrivere la storia d’amore e ho apprezzato molto le tipologie dei personaggi presentati: lui è totalmente impacciato e inesperto, Anka, invece, è completamente disinibita e divertita dell’imbarazzo del suo compagno, che quando viene illuso dalla sua dea, progetta addirittura il suicidio.
In molti, di fronte ad una delusione d’amore carezzano la folle idea del suicidio. Perché il primo amore fa male, perché il primo amore fa soffrire e l’autore lo narra senza pudore, mettendo in fila sulla scrivania del protagonista gli “oggetti di scena” che ci fanno rivivere la storia d’amore dei due adolescenti. Realtà e finzione si accavallano davanti ai nostri occhi, che leggono battute di dialogo vertiginose alternate a didascalie cinematografiche.
Sembra a tratti la sceneggiatura di un film che ci fa penetrare a fondo nel dolore esistenziale del nostro giovane Werther.

D’amore non si muore, nominato per il Premio Andersen, (XXIII edizione del 2004), è una sorta di romanzo di formazione che ripercorre una tappa importante nella crescita di un adolescente pieno di dubbi, rabbia e poca autostima, che nonostante le batoste e le delusioni ricevute, cerca di risalire la cima, perché “d’amore non si muore”.

Per Nilsson, D’Amore non si muore, 2004 AER edizioni, € 14.50

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