“L’occhio del Lupo” – Daniel Pennac

Sono gli occhi a parlare in questo romanzo: occhi che, in silenzio, raccontano storie.

Lupo Azzurro, imprigionato in uno zoo, guarda il mondo con un occhio solo. Si dice che abbia perso l’altro il giorno della sua cattura, ma in realtà ha deciso che non vale più la pena aprirlo.

Un giorno, però, davanti al suo recinto, trova un ragazzo di nome Africa, che lo osserva in maniera diversa rispetto ai soliti ragazzini schiamazzanti in visita allo zoo. Africa, infatti, lo guarda per ore, per giorni, in modo quieto, costante e instancabile.

Il lupo è infastidito, perché non vorrebbe più avere niente a che fare con gli uomini. Allora trotta, trotta, al colmo della collera, nella sua gabbia, finché Africa non compie un gesto sorprendente: chiude, anch’egli, un occhio. In quel momento, il lupo si ferma.

Dall’occhio del lupo, ancora vivo, si dipana una girandola di storie: la sua, quella dei suoi fratelli dalla pelliccia colorata e dei cacciatori che hanno distrutto la famiglia. Africa ascolta e risponde: nei suoi occhi compaiono immagini e colori della sua terra, dell’Africa Gialla e Verde, storie di amici persi e ritrovati… Come in un caleidoscopio, dove ogni ferita inizia a ricomporsi nel benefico contatto di uno sguardo. Così, il lupo decide che – clic – può riaprire il suo occhio.

Ecco il segreto dell’empatia: a volte è sufficiente esserci, stare vicino, “stare con”, entrare semplicemente in relazione con uno sguardo aperto, limpido, per ridare la voglia di vedere – e di sentire – a chi non l’ha più.

Lara Cappellaro

Daniel Pennac, L’occhio del lupo, Salani, euro 10,00

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