“Il pezzo perduto incontra la Grande O” – Shel Silverstein

Un triangolino ed una pallina si guardano con curiosità reciproca a distanza ravvicinata. Lui è il pezzo perduto e lei la Grande O – o forse lei è il pezzo perduto e lui è la Grande O, non si capisce, e non è importante. Non sono questi i dettagli importanti di questa favola dolcissima e delicata sull’identità, sulla crescita e sull’amore.

Io ho incontrato questo libro che mi rotolava affianco e non ho potuto resistere alla sua grafica minimal e all’espressione simpatica dei due protagonisti in copertina. Ho deciso di aprirlo e leggerlo, per rotolare felice con esso. Quando vedo dei libri per bambini diversi dai soliti libri per bambini non resisto alla tentazione di aprirli e leggerli, spesso trovandoli molto più interessanti di quelli per adulti. E con Orecchio Acerbo, casa editrice piccola, bella e coraggiosa di Roma, è praticamente impossibile sbagliare. Lo si capisce già dalla loro presentazione:

Stati di grave bulimia televisiva. Sindrome acuta di insufficienza immaginatoria. Distonia o rimbecillimento da abuso di videogiochi. Irritazioni cellulari da SMS. Coaudiuvante nel trattamento delle dipendenze da psicofamiliari (anfemammine, erononnine, coccaziine ecc.). Intolleranze alimentate razziali, politiche, religiose ecc.). Elettroencefalodramma da iperattività. Squilibri emotivi connessi a stress per mancanza di mancanze. Stati apatici da eccesso di conformismo. Danni nel campo visivo. Abbassamento della soglia di solidarietà.

Del resto, solo loro sono capaci di creare “Libri per ragazzi che non recano danno agli adulti / libri per adulti che non recano danno ai ragazzi„.

Ma non pensavo a tutto questo mentre leggevo la storia del pezzo perduto – quella è un’altra storia, che vi consiglio di leggere sul sito della casa editrice.
Su una linea retta nera (il tempo? la vita che scorre?) se ne sta il pezzo perduto, che aspetta che qualcuno lo prenda e lo porti in giro per il mondo a vivere avventure. Ne incontra parecchi, ma nessuno va bene: qualcuno è troppo grande, qualcuno troppo piccolo, qualcuno troppo rude e qualcun’altro troppo timido… Il pezzo perduto deve fare la sua strada con diversi compagni prima di trovare quello perfetto. Ma sarà poi così perfetto? Come si potrà pretendere la perfezione finché si resta un pezzo perduto? Questa la lezione che impartisce la Grande O. Per niente facile da capire, né andare oltre le sue parole. Eppure…

Eppure the missing piece parla chiaro e forte al cuore di chiunque la legga. Non c’è bisogno di troppe parole, immagini e colori quando il messaggio è così ben definito. Questo è quello che suggerisce la grafica asciutta qui scelta da Uncle Shelby (altro nome con cui è conosciuto Silverstein) che fu un artista dalla vena creativa multiforme – si dedicò anche alla drammaturgia e alla musica con egual successo – e dal genio altrettanto limpido.

Un (ulteriore) punto a favore del libro è che è scritto in doppia lingua, italiano e inglese, così i bambini, ma anche gli adulti, possono imparare dalle brevi, facili frasi che compongono la storia, un po’ di inglese. Ed effettivamente, vuoi la struttura semplice delle frasi vuoi l’aiuto delle immagini, questo libro può essere letto direttamente in inglese anche da chi abbia una scarsissima conoscenza della lingua o da chi abbia appena iniziato a studiarla.

Orecchio Acerbo l’ha pubblicata anche in lingua originale come omaggio, dovuto, alla grandezza del suo autore. Le cui parole e disegni valicano ogni confine linguistico

Shel Silverstein, Il pezzo perduto incontra la Grande O, Orecchio Acerbo, 2014, € 19

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