“Il nome della rosa”, dal romanzo alla serie tv

Nel VI millennio, quando le cose da dire sulla storia del mondo saranno troppe e bisognerà fare una scrematura o esercitare il dono della sintesi, con tutta probabilità gli anni ’10 del 2mila saranno catalogati sbrigativamente come l’“Epoca delle serie tv”. Sky, Netflix, Got, spoiler, nuova stagione, HBO e via dicendo saranno considerati una sorta di codice linguistico di questo decennio.

In effetti, la serie tv-mania ha messo le radici profonde e il fenomeno parossistico del “trasformiamo qualsiasi cosa in fiction” sembra aver preso ormai piede. Ma questo non è necessariamente un male. Al contrario, le serie televisive odierne sono curate nel dettaglio, girate con maestria da ottimi registi e recitate divinamente. Il confronto con i telefilm degli anni ’90 non regge.
Oggi abbiamo a disposizione una gamma ampissima di fiction: da quelle storiche dedicate a Marco Polo e a Pablo Escobar al fantasy di Game of Thrones; dagli intrighi politici di House of Cards ai casi di True Detective; dalle carcerate di Orange is the new black alle meta-anfetamine di Breaking Bad.
Molte serie nascono da opere letterarie: uno dei casi più eclatanti è proprio quello di Game of Thrones (a proposito, non perdete l’articolo dedicato ai romanzi e alla fiction che uscirà fra qualche giorno su temperamente.it!), ma è ormai frequente che dietro una grande serie tv ci sia un grande romanzo.
Il nome della rosaE qui veniamo al punto: presto anche Il nome della rosa diventerà una serie televisiva. Contenti? Preoccupati per le sorti del capolavoro di Eco? Curiosi di scoprire qualche dettaglio? Vi accontentiamo subito.
Innanzitutto mantenete la calma. Umberto Eco ci ha lasciati lo scorso 19 febbraio, è vero, ma era perfettamente a conoscenza delle intenzioni di Rai Fiction a proposito del suo romanzo. Anzi, aveva lavorato a lungo con gli sceneggiatori e letto i trattamenti delle puntate, stando a quanto riferito dalla direttrice, Eleonora Andreatta. In altre parole, l’operazione televisiva ha ottenuto il suo consenso.
Al momento le informazioni sulla serie tv sono poche: la stesura delle sceneggiature è in corso; la produzione prenderà il via tra fine 2016 e inizio 2017; le puntate saranno 10 e dureranno 50 minuti l’una; il cast sarà internazionale. Non si conoscono ancora il nome del regista e quelli degli attori. Chi avrà il coraggio di sostituirsi nell’immaginario comune al Guglielmo da Baskerville interpretato da Sean Connery nell’omonimo film del 1986 diretto da Jean-Jacques Annaud? Chi interpreterà il candido novizio benedettino Adso da Melk, voce narrante del romanzo? E i frati e le loro credenze soprannaturali? Il totoscommesse è aperto.

In redazione la curiosità è tantissima: siamo sicuri che ci appassioneremo all’esperimento seriale di Rai Fiction. D’altronde, quando la materia letteraria di partenza è di livello, per stravolgerla e rovinarla bisogna proprio mettersi d’impegno.

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