Fame da libri: la prima lezione di cucina di Miss Celia

Nell’era di Instagram, Pinterest, Facebook e chissà quali altri social network, la prima regola, si sa, è l’immediatezza del messaggio che in quel momento (praticamente ogni istante della giornata) si vuole condividere. E cosa c’è di più immediato di uno scatto, di un’immagine che riprende ed esalta un piatto, un candido muffin ricoperto da una grandine di zucchero per esempio; o una rosetta calda, appena sfornata magari ripiena di rosee fette di mortadella IGP, cremoso stracchino color latte ed erbette fresche, di un verde intenso che fa tanto primavera? Qual è l’effetto di queste immagini su di noi? Personalmente certe immagini aprono una vera voragine nello mio stomaco! Eppure, anche le parole e le descrizioni presenti in un libro possono suscitare in noi istinti famelici, ricordi lontani o una grande voglia di prendere farina, uova, zucchero e chissà cos’altro per preparare un piatto e gustarlo poi con gli amici e le persone care, condividendo (uno dei doveri sacri dell’umanità ormai) la convivialità su Facebook, Instagram, etc.

Prendo quindi spunto da queste mie divagazioni culinarie per inaugurare una nuova rubrica su Temperamente, Fame da libri! Perché sarà pur vero come dice il proverbio che l’appetito vien mangiando, ma io credo che venga anche sfogliando e leggendo le pagine di un buon libro.

La mia attenzione verso il cibo e la cucina mi ricordano oggi uno splendido romanzo scritto da Kathryn Stockett, The Help, da cui è stato tratto un film meraviglioso che ha vinto tra gli altri riconoscimenti anche un Oscar. Riporto il tratto in cui la domestica nera Minny, una delle protagoniste, si ritrova per la prima volta in cucina con Miss Celia, la padrona bianca per la quale comincia a lavorare e con la quale instaurerà un inusuale e sorprendente rapporto di amicizia. La ricetta che si accingono a preparare è il famoso crispy fried chicken, pollo fritto all’americana.

specialitàfoglio4All’una Miss Celia arriva in cucina, si sistema su uno sgabello e dice di essere pronta per la prima lezione. Ha una maglia rossa stretta, una gonna rossa e abbastanza trucco da far impallidire una battona.

«Che piatti sa già cucinare?» chiedo.
Lei ci pensa un po’, tutta seria. «Forse è meglio cominciare dall’inizio.»
«Ma qualcosa la saprà pure fare. Cosa le ha insegnato sua madre?»
Abbassa gli occhi sui piedi nelle calze impolverate. «So preparare le frittelle di mais.»
Non resisto a non ridere. «Che altro?»
«Bollire le patate.» La voce diventa sempre di più un sussurro. «E anche il porridge. Dove vivevo non avevamo l’elettricità. Però sono pronta a imparare su una cucina economica vera.»

[…]

«Dà da mangiare a suo marito frittelle di mais e porridge tutti i giorni?»
Miss Celia annuisce. «Ma tu mi insegni a cucinare bene, vero?»
«Ci provo» rispondo, anche se non ho mai detto a una bianca cosa fare e da dove si comincia. Mi tiro su le calze e ci rifletto. Alla fine le indico il vasetto sul bancone.
«Penso che per cucinare, se c’è una cosa da conoscere, è questa.»
«È strutto, vero?»
«No, è molto più dello strutto. È l’invenzione più importante dopo la maionese in barattolo.»
«Che cosa c’è di tanto speciale nel grasso di maiale?» chiede arricciando il naso.
«Non è di maiale, è vegetale.» Chi al mondo non sa cos’è la margarina? «Non ha idea di quante cose si possono fare con questo barattolo qui. »
Si stringe nelle spalle «Friggere? »
«Non solo friggere. »

[…]

Oven-Fried-Crispy-Cornflake-Chicken-9Ne metto tre cucchiai nella padella nera. […]
Accendo la fiamma e la guardiamo sciogliersi nella padella. «Poi ci si può anche friggere il pollo.»
«Benissimo» dice tutta concentrata. «Che altro?»
«Il pollo è stato ammollo nel latticello. Ora mischiamo i sapori.» Metto farina, sale, altro sale, pepe, paprika e un pizzico di pepe di Cayenna in un sacchetto di carta bello spesso.
«Ecco. Metta i pezzi di pollo nel sacchetto e scuota. »
Miss Celia infila una coscia cruda e sbatte il sacchetto.
«Così? Proprio come nella pubblicità di Shake ‘n Bake alla Tivù?»
«Sì.»

[…]

Con molta attenzione, metto la carne nella padella. Mentre sfrigola che sembra una musica, noi guardiamo cosce e sotto cosce colorarsi. Mi accorgo che Miss Celia mi sorride.
«Cosa c’è? Ho qualcosa in faccia?»
«No» dice, con le lacrime agli occhi. Mi sfiora il braccio. «Sono proprio contenta che sei qui.»

Una curiosità. Il latticello si ottiene dalla trasformazione della panna in burro, ha un sapore acidulo ed è molto utilizzato nella cucina angloamericana. Oltre ad essere utilizzato per marinare la carne, viene impiegato anche nei dolci per dare un sapore leggermente aspro.

E per chi volesse cimentarsi e godersi poi quel pollo croccante e gustoso, eccovi la ricetta di un blog molto carino che ho scovato in rete.

Stay hungry!

Marina

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