Fame da libri. “La lettrice golosa” – Cara Nicoletti

la-lettrice-golosaSpesso le passioni più profonde nascono quando si è piccoli per trasformarsi da grandi in (quasi) devozione. Nata a Boston, nipote di un macellaio, Cara Nicoletti trascorre l’infanzia nella macelleria di suo nonno, nascondendosi dietro secchi di strutto e carni imponenti, divorando libri e merende fatte di panini con paté di fegatini pollo e salsicce. Crescendo, la ragazza coltiva il suo amore per i libri e si trasferisce a New York.

Tra un esame di letteratura e l’altro, Cara lavora come macellaia e panettiera fino a giungere nelle cucine di diversi ristoranti della Grande Mela. L’entusiasmo per i libri e la cucina si trasforma quasi in ossessione: Cara comincia a studiare le scene di cibo dei romanzi fino a inventarne le ricette e a prepararne i piatti. Ma la sua passione non sembra arrestarsi: con un’amica inventa un club di lettori e il suo piccolo appartamento diventa luogo di incontro di tanti appassionati di libri e cibo. L’idea riscuote un tale successo che quando l’appartamento non basta più a ospitare i commensali, Cara apre un blog: Yummy books. L’happy ending di questa storia (sarebbe più giusto definirlo un nuovo inizio), è la pubblicazione del suo primo libro: La lettrice golosa (Sperling & Kupfer).

Non un romanzo, né un semplice quaderno di ricette: l’opera è un’insolita, curiosa e divertente biografia dell’autrice in cui il tempo è scandito da favole, romanzi e piatti deliziosi. Cara racconta con tenerezza e arguzia il potere confortante del cibo, ma soprattutto dei libri che diventano il pane di cui nutrirsi, il balsamo con cui curare le prime delusioni amorose, i momenti burrascosi dell’adolescenza o l’amore altalenante verso la città di New York.

Il racconto si divide in tre parti: dall’infanzia all’adolescenza fino all’età adulta. Ogni capitolo poi termina con un’invitante ricetta e se il rischio è quello di rendere il libro un po’ didascalico, gli aneddoti e i ricordi di Cara risvegliano e incuriosiscono: alcuni, per esempio, sembrano scene comiche tratte dalle sit-com americane. Come un sommelier che suggerisce ai commensali un buon vino per accompagnare un secondo di pesce, Cara per ogni romanzo propone un piatto. Moby Dick “lo accompagna” a una zuppa di pesce, Orgoglio e pregiudizio (che è il romanzo in assoluto preferito da Cara) “va letto sorseggiando” una saporita zuppa bianca a base di aglio e panna. A sangue freddo di Truman Capote, invece, ispira alla nostra lettrice una delicata torta di ciliegie.

Tra un ricordo e l’altro si respira un intenso profumo di cibo americano: i dog nuts ricoperti di glassa al cioccolato, i pancake innaffiati da sciroppo d’acero, i panini ricoperti di cheddar fuso. E poi c’è la cucina del Sud, quella rievocata nelle pagine de Il buio oltre la siepe di Harper Lee, di cui Cara s’è invaghita:

Oltre ai personaggi, mi sono innamorata anche del cibo degli Stati Uniti del Sud- o perlomeno dell’idea di esso. C’erano pane farcito con cotenna di maiale croccante e uva moscata, tartelette di more selvatiche, pesche sciroppate, noci americane, vino di ciliegie, fagioli al burro e torta Lane piena di liquore- tutti piatti e cibi che conoscevo a malapena, ma che suonavano meglio di qualsiasi cosa mangiassi a casa mia. Essendo cresciuta sulla East Coast, la cosa più somigliante a un panino che avessi mai mangiato, era quello al formaggio di MC Donald’s accompagnato da uova e pancetta, un raro piacere che io e la mia famiglia ci concedevamo quando eravamo in viaggio. Per quanto amassi quei panini, non mi era mai sorto il dubbio che stessi rinunciando a chissà quale prelibatezza, fino a quando lessi Il buio oltre la siepe e mi resi conto che al Sud erano non solo un piacere che ci si concedeva a colazione, ma un elemento irrinunciabile a ogni pasto. Gli abitanti di Maycomb siedono sul prato del tribunale e mangiano panini ricoperti di sciroppo e accompagnati da latte caldo, li intingono nel loro succo di cavolo verde e ci spalmano sopra melassa e burro.

Il libro è ricco di particolari di cucina e sorprende anche per le descrizioni precise sull’attività di macellaio: Cara racconta, senza remore né troppo pudore, i ricordi di suo nonno mentre trasporta la carne all’interno della macelleria, la dispone sul piano di lavoro per tagliarne il grasso con cui fare lo strutto. Racconti e punti di vista che sembrano non dare troppo peso al dibattito acceso tra onnivori, vegani e animalisti.

La lettrice golosa è un’esperienza di lettura rilassante e confortevole come una fetta di torta della nonna. Tuttavia una critica è doverosa. L’edizione americana ha una copertina (date un’occhiata al blog) e un titolo (Voracius) di sicuro più accattivante e irresistibile di quella italiana, un po’ scialba e anonima. Non fatevi ingannare quindi dall’apparenza: il libro è un memoir godereccio che non delude. E poi i libri di cucina, si sa, non stancano mai.

Stay hungry (with a book in your hands).

Cara Nicoletti, La lettrice golosa, Sperling & Kupfer. Pag. 302 € 18.90

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