Fame da libri. Marmellata di chabacanos, tratto da “Dolce come il cioccolato” di Laura Esquivel

Cibo e desiderio: prima puntata

Quanti sono i romanzi che raccontano il nesso profondo tra cibo e desiderio? E quanti ancora i film? Come dimenticare le scene piccanti e sensuali del cult Nove settimane e mezzo? E le canzoni? Ricordate il testo di Vieni a vivere con me di Luca Carboni, la parte in cui il cantautore bolognese fantastica su usi alternativi della maionese? E che dire degli studi scientifici sul potere afrodisiaco del cioccolato, delle ostriche o del peperoncino? Questi e tanti altri esempi, altro non sono che argomentazioni di un un’unica tesi: il cibo è amore e passione. Cucinare, mettersi ai fornelli per preparare anche solo un caffè è il modo migliore per prendersi cura e amare qualcuno.

L’argomento è affrontato in letteratura da sempre, ecco perché ho deciso di dedicargli più di una “puntata”.

Stavolta citerò Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel (Tea Due edizioni), romanzo pubblicato nel 1989 e sbarcato in Italia qualche anno dopo. Ambientato in Messico nei primi del Novecento, racconta la storia d’amore tra Pedro e Tita. A causa di una tradizione familiare senza senso, Tita deve rinunciare al matrimonio e alla vita per prendersi cura di sua madre fino alla morte. Fin da piccola Tita cresce tra l’orto e la cucina di casa, nutrita dall’affetto di Nacha, la cuoca di famiglia. Diventata adulta, la giovane donna si innamora ricambiata di Pedro che pur di stare accanto alla sua amata, decide di sposare Rosaura, sorella di Tita. Condannati a vivere sotto lo stesso tetto senza potersi nemmeno sfiorare, i due giovani scoprono un modo diverso di amarsi. I piatti preparati da Tita si trasformano infatti in delizie capaci di risvegliare i sensi, di sprigionare passioni intense sia in Pedro che in tutti coloro che assaggiano la sua cucina. Ogni capitolo si apre con una ricetta: un primo a base di brodo di coda di bue, un secondo di quaglie ai petali di rosa, dosi per marmellate di chabacano, un frutto simile alla pesca, focaccine di Natale, ciambelle e, perché no?, anche ricette per la miscela dei fiammiferi. Sfogliando il libro sembra quasi di sentire il profumo di queste prelibatezze. Ecco il passo in cui viene descritta la preparazione della marmellata di chabacano, ripieno della torta Chabela:

150 grammi di di polpa di chabacano

150 grammi di zucchero semolato

 

Preparazione

 

Si fanno bollire i chabacanos in pochissima acqua e poi si passano al setaccio; in mancanza di questo si può usare un volgare colino. Si versa questa purea nella casseruola, si aggiunge lo zucchero e si mette tutto sul fuoco senza smettere di rimestare finché non diventa marmellata. Allora si toglie dal fuoco e si lascia raffreddare.

[..] Appena Tita aprì il barattolo, l’odore dei chabacanos la riportò al pomeriggio in cui avevano preparato la marmellata. Tita veniva dall’orto portando la frutta nella gonna perché aveva dimenticato la cesta. Entrando in cucina con la gonna arrotolata, quale non fu la sua sorpresa nel trovarvi Pedro, che stava andando nel cortile posteriore a preparare il calesse. [..] Non appena lo vide, Nacha uscì quasi di corsa dalla cucina con la scusa di andare a prendere dell’epazote (pianta aromatica appartenente alla famiglia delle chenopodiacee) per i fagioli. Ma per la sorpresa, Tita lasciò cadere alcuni chabacanos. Pedro si precipitò a raccoglierli. E piegandosi poté in parte vedere le gambe di Tita rimaste scoperte.

Da questo libro, nel 1992, Alfonso Aran, regista e marito dell’autrice, trasse il film “Como agua para chocolate”, titolo originale del libro. Un romanzo dolce e piccante, un amore struggente e solo in apparenza impossibile, perché quando un sentimento diventa impetuoso come un fiume in piena, non lo si può contenere, rompe gli argini e trova nuovo spazio, un modo alternativo di esprimersi.

Per restare in tema di marmellate, vi riporto il link della mia marmellata di arance.

marmellata-di-arance-amare

Stay hungry with love

Marina

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