Fame da Libri: “Il teorema del babà”, Franco Di Mare

È un teorema dal nome curioso quello che fa da titolo all’ultimo romanzo di Franco Di Mare, Il teorema del babà. Cosa avranno mai da spartire o ancora più da spiegare due parole così lontane tra loro? Se il termine teorema ci ha da sempre fatto riaffiorare alla mente ricordi puramente scolastici come il teorema di Pitagora, questo romanzo ne dimostra uno che parla di amore e di vita.

La storia è ambientata a Bauci piccolo borgo immaginario che si affaccia sulla splendida costiera amalfitana e racconta lo scontro tra Procolo Jovine, titolare e cuoco dello storico ristorante “Da Liborio” e Jacopo Taddei, chef pluristellato e star della TV, in procinto di aprire nella stessa piazzetta in cui Procolo dirige da anni la sua cucina, “L’experience”, un ristorante all’avanguardia che promette percorsi emozionali in cucina. Per Procolo è un affronto, un oltraggio, una dichiarazione di guerra tra tradizione e innovazione. Tutto questo accade nel bel mezzo dell’avvento, quel periodo che precede il santo Natale, un momento cruciale per Procolo che è già all’opera per preparare il suo celebre pranzo.
Un sorprendete e sapiente Franco di Mare scrive una storia appassionante e leggera in cui la cucina e il cibo sono i veri protagonisti. Il racconto spesso si interrompe piacevolmente per dare spazio a ricette tipiche della cucina napoletana e se il rischio è quello di rendere il romanzo simile a tanti altri, per via della tendenza degli ultimi anni di infarcire ogni storia con ricette di piatti succulenti, la scrittura di Franco Di Mare ci regala espressioni e nomi tipici della cucina partenopea, che fanno di questo libro un volume scherzoso di cultura gastronomica.

Con Il teorema del babà Franco di Mare scrive la sceneggiatura di una dolce commedia che ricorda i vecchi film di Totò.

Si scopre infatti che l’insalata di rinforzo che accompagna il pranzo della Vigilia di Natale, «prende il nome dal fatto che il pranzo della Vigilia un tempo era di magro, essendo pasto dell’Attesa, e il menu parco aveva bisogno di un sostegno. Dunque, nell’insalata di rinforzo troveremo una base di cavolfiore lesso accompagnato da olive verdi, cetrioli e cipolline in agro, insalata giardiniera, acciughe sotto sale, peperoni dolci a fettine e peperoni piccanti interi: le cosiddette papaccelle, tutto condito con olio, sale e abbondante aceto.» La minestra maritata (quanta poesia amorosa) invece, è il primo piatto del pranzo di Natale e nasce dal dolce matrimonio «tra verdure di stagione a foglia larga cotte insieme a carne di maiale e manzo.» Il ragù invece ”deve andare per ore a fiamma minima, mantenendo una temperatura costante: in una parola deve cuocere “pippiando”
Con Il teorema del babà Franco di Mare scrive la sceneggiatura di una dolce commedia che ricorda i vecchi film di Totò. I dialoghi infatti sono così frequenti e ricchi di espressioni dialettali che sembra quasi di sentire i protagonisti recitare e gesticolare con quella veemenza e passionalità tutta napoletana. Definire questo romanzo una commedia però, può essere riduttivo. Quando si parla di cibo si parla anche di amore, ardore e sensualità e l’autore lo ricorda nell’ultima ricetta, quella del profiterole. «Sono quelli che rappresentano al meglio di tutti la felicità amorosa e le gioie della passione. […] Non c’è nulla di più angelico e peccaminoso.» Già. Il profiterole è un invito sfacciato all’amore, un inno goloso alla vita.

Stay hungry with love!

Franco di Mare, Il teorema del babà, Rizzoli, 2015, € 15

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