Lettori erranti

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 Il romanzo comincia in una stazione ferroviaria, sbuffa una locomotiva,

uno sfiatare di stantuffo copre l’apertura del capitolo,

una nuvola di fumo nasconde parte del primo capoverso[1].

I libri sanno fare tante cose. E gli ottimi libri le sanno fare molto bene. Tra queste vi è la capacità di rompere le barriere spazio-temporali: sanno evocare luoghi, sanno raccontarli, mostrano culture diverse. Ogni libro rappresenta una destinazione e i lettori sono quasi sempre pronti a intraprendere un nuovo viaggio tra le fruscianti foreste di pagine. Quanti di voi non hanno mai pensato che i libri ci permettono di viaggiare? Quanti di voi non hanno in borsa un libro da tirar fuori durante le ore trascorse in treno, in aereo, mentre si è fisicamente in viaggio? La verità è che i lettori non si stancano mai di intraprendere nuove storie, di vivere nuove vite, di scoprire nuovi luoghi attraverso le parole. Non ci sono dubbi, i lettori sono erranti. Abbiamo pensato quindi di creare una rubrica ad hoc, una rubrica dedicata a tutti quelli che amano viaggiare attraverso e con i libri, per i quali leggere è un modo per conoscere e immaginare luoghi lontani e vicini, reali e fantastici, un modo per evadere dalla vita di tutti i giorni e vivere avventure uniche, perché ogni libro è un treno da non perdere!

Se una notte d'inverno un viaggiatore - Italo CalvinoDa dove cominciare, dunque, se non da una stazione? O preferite una cucina, un posto esotico, o magari fantastico? Siamo lettori, e siamo noi a decidere in quale lettura immergerci. Per questo motivo ho deciso di cominciare il nostro viaggio con un libro di cui abbiamo già parlato, ma che può offrire sempre nuovi spunti di riflessione e che permette di “salpare” proprio da noi stessi: i lettori. Sto parlando del particolarissimo Se una notte d’inverno un viaggiatore, un libro il cui personaggio è identificato proprio con l’appellativo Lettore e in cui questo stesso è chiamato a riempire gli spazi vuoti, gli interstizi che Italo Calvino in modo provocatorio ha lasciato all’immaginazione. Non sappiamo in che direzione ci porterà, ma, iniziata la lettura, al romanzo da leggere ben presto, come per ogni libro che si rispetti, si sovrappone il romanzo da vivere. Passiamo, così, da una storia all’altra, carichi di aspettative, quasi senza sosta ci inoltriamo in ben dieci incipit diversi, e così capita ogni volta che terminata un’avventura siamo subito pronti a incominciarne un’altra diversa. Cambia la copertina, cambia il titolo, l’autore, cambiano i personaggi che incontreremo, cambia la destinazione. Ogni libro stimola la creazione di mondi immaginari, è questo che Calvino vuole mostrarci: la centralità del lettore, il suo essere viaggiatore, il suo essere allo stesso tempo distratto e attentissimo. Ci mostra i gesti preliminari alla lettura, ci descrive minuziosamente e poi ci guida, pagina dopo pagina, e ci invita a lasciare che il mondo che ci circonda sfumi nell’indistinto. Siete pronti? Io sì.

Buon viaggio lettori.


[1] I. Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore, 1979, Oscar Mondadori, p. 10

 

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