La Parigi letteraria tra ieri e oggi – Parte III

Chiunque voi siate, per crescere, provare, costruire, ammorbidire, lenire, mettete libri ovunque. Victor Hugo.

Nel 15° Arrodissement, al 104 rue Brancion, c’è un parco dedicato a George Brassens: scrittore, poeta, cantautore ed attore francese.

L’area verde è sobria e rilassante, ricchissima di vegetazione dai romantici colori pastello e dagli intensi profumi aromatici. All’interno dei padiglioni di ferro che costeggiano rue Brancion, dove anticamente c’era il mercato dei cavalli, dal 1987 c’è il Marché du livre ancien et d’occasion. Qui, il sabato e la domenica, dalle 9.00 alle 18.00, si respira un’atmosfera molto diversa rispetto a quella dei  bouquinistes  del lungosenna, che per quanto pittoreschi e poetici, hanno un fine puramente turistico.

Fra distese di intonsi ed antichi volumi e libri usurati, con su vecchissimi appunti dalla minuta grafia, c’è chi affannosamente cerca, chi si aggiudica prime edizioni e chi, seduto su piccoli sgabelli beve tè caldo, avvolto in un piccolo scialle.

Fra bancarelle a perdita d’occhio, ci sono libri per tutti i gusti e per tutte le tasche: romanzi, la maggior parte in francese, ma se siete fortunati anche in italiano; fumetti; antichi manoscritti; libri d’arte; manuali di cucina; cataloghi di viaggi; titoli delle Belles Lettres (che potrete trovare anche, nella libreria specializzata Guillaume Budé, 95 boulevard Raspail)

A questo progetto hanno aderito circa duecento librai che si alternano nel corso delle settimane; per cui se avrete pazienza di cercare e la possibilità di tornare, probabilmente troverete ciò che cercate, o forse, vi imbatterete nell’inaspettato.

Per quanto riguarda l’acquisto di libri usati, un piccolo cenno meritano anche le piccole e, talvolta, anonime librerie che troverete nei passages couverts. Scavati nella ghisa, intorno al diciannovesimo secolo, permettevano all’élite parigina di praticare l’arte del passeggio senza essere distratti dal trambusto delle folle, dal fetore delle strade e dall’ostinata pioggia. Infatti, la maggior parte di queste gallerie si trova proprio nella zona dei Grands Boulevards e da qui, parte la nostra esplorazione.

Recandoci su  rue du Faubourg Montmartre imbocchiamo il passage Verdeau, caratterizzato da una suggestiva copertura di vetro che riflette sulle nostre teste il colore del cielo. Al suo interno troviamo belle e antiche librerie, negozietti di antiquariato,  bistrot… si collega a quest’ultimo il passage  Jouffrey. Basta attraversare Boulevard Montmartre per imboccare un’altra galleria detta Des Panoramas, tappa fondamentale per i collezionisti di cartoline e francobolli.

Strette fra l’ Opéra Garnier e la biblioteca Richelieu (della quale vi parlerò fra poco) ci sono le gallerie Vivienne e Colbert. Caratterizzate da lussuosi pavimenti mosaicati, lucernari dorati e lampadari in ferro battuto, i due passages non furono mai messi in comunicazione a causa della rivalità. All’interno, troveremo gallerie d’arte, negozi di moda, bistrot caratteristici, e ovviamente piccole e curate librerie.

Alla fine della Gallerie Vivienne, imboccando il passaggio Perron, arriverete al Palais Royal dove, visse i suoi ultimi anni la scrittrice Colette. Da lì percorrendo rue des Petits Champs,  arriveremo al passaggio Choiseul. Contrariamente ai casi precedenti, questa galleria doveva essere stata un luogo particolarmente triste e angusto all’epoca dello scrittore Louis Ferdinand Cèline. Egli più spesso, menzionando la sua infanzia, ricorda di essere cresciuto qui fra gas e schiaffi.

In ultimo, ho sentito molto parlare de La maison de la poèsie situata nel passage Molière al 157 rue Saint-Martin, dove anticamente sorgeva il teatro Molière. Si tratta di un luogo che dà voce ai poeti, dedicato ad incontri, letture e dibattiti sull’attualità della letteratura.

Parigi è una biblioteca a cielo aperto: ho visto leggere nei lunghi più insoliti come nel cimitero di Montparnasse; se siete però più “tradizionalisti”, ho quello che fa per voi. Nella capitale ci sono circa sessantanove (si, avete capito bene) fra biblioteche municipali, private e mediateche: cominciamo dalla maestosa Bibliothèque nationale de France.

Percorrendo la passerelle Simone de Beauvoir che collega il quartiere Bercy con  Tolbiac, vedremo innalzarsi davanti a noi i quattro grattacieli della BnF. Originariamente caratterizzati da pareti di vetro trasparente, si decise successivamente di oscurarle, poiché ci si era resi conto che la diretta esposizione alla luce solare provocava numerosi danni ai libri.

L’apparente struttura grigia e ultramoderna nasconde all’interno un giardino (non accessibile) con altissimi alberi e delle sale dal sapore retrò. Un sistema ultra tecnologico, unito ad un’eleganza senza tempo, rende questo luogo un paradiso per noi lettori. Infatti, la BnF, oltre a contenere quattordici milioni di libri e stampati, possiede tre biblioteche (Gallica, in formato digitale, permette di consultare circa un milione e mezzo di documenti), una di studio e l’altra di ricerca, numerose aree relax, un bar fornitissimo, libreria e mostre che vengono periodicamente allestite. Forse, vi starete chiedendo a quale santo dobbiamo votarci per accedere in un posto del genere. Ebbene, alla biblioteca di studio possono accedere tutti coloro che abbiano compiuto 16 anni, a seguito dell’acquisto di un pass giornaliero o annuale.

Per la biblioteca di ricerca, invece, la situazione si complica. È necessario, infatti, presentare  una lettera che giustifichi la vostra posizione e le finalità del progetto di studio; successivamente, vi verrà concesso un colloquio con il bibliotecario e, se l’iter è andato a buon fine, otterrete una carta magnetica strettamente personale con la quale potrete accedere alle varie aree della biblioteca. Ovviamente, anche in questo caso, dovrete scegliere la validità della carta: dai tre ai quindici giorni o annuale.

In questa sede della Bnf in Quai François-Mauriac, che è la principale, dovrete prenotare il posto online, accedendo con le vostre credenziali sul sito della biblioteca. Potrete scegliere la sala, l’orario e i libri da consultare, che vi verranno consegnati dai bibliotecari. A patto di questo impeccabile servizio, appena entrati, dovrete lasciare le borse e svuotarne il contenuto in una rigida cartellina trasparente. Finalmente, dopo aver eroicamente superato le numerose porte tagliafuoco, le scale mobili, i vari metal detector con annessi trascinamenti della carta magnetica (nemmeno fossimo della Bat-Caverna), calpesterete una  soffice moquette rossa. E quando, in piena mattinata, nonostante sarete letteralmente circondati, godrete del puro silenzio della biblioteca, forse vi accorgerete che ne è valsa la pena.

L’altro sito della BnF è dislocato nel quartiere dell’Opéra Garnier, precisamente al 5 rue Vivienne. Si tratta della Bibliothèque Richelieu, allestita dove un tempo c’era la Biblioteca Reale. È suddivisa in vari reparti, di cui il più importante è, senza dubbio, quello degli antichi manoscritti: alcuni risalenti al decimo secolo, altri al più recente Novecento, come quelli di Flaubert  e Proust. C’è anche un museo permanente, il Cabinet des Médailles, una cripta e le gallerie Mansart e Mazarine, dedicate alle mostre temporanee.

La sala di lettura è molto famosa; caratterizzata da una sontuosa sala ovale, in cui prevalgono i colori caldi del legno e delle luci dei lumi, con soffitti dipinti e  tondi lucernari. Difficile da descrivere a parole. Come prima impressione ho pensato di essere finita nella biblioteca de La bella e la Bestia, perciò ho deciso di allegarvi una foto (presa da Google perché è vietato scattare foto al suo interno).

Le altre due sedi sono: la Biblioteca de l’Arsenale all’1, rue Sully e la Bibliothèque-Musée de l’Opéra proprio all’interno dell’Opera Garnier che, vi consiglio caldamente di visitare.

Una citazione meritano anche: la Bibliothèque Publique d’Information (BPI) su 19 rue Beaubourg vicino al Centre Pompidou; una grande biblioteca di consultazione pubblica, gratuita e  per questo molto, molto affollata.

La prestigiosa Biblioteca di Sainte Geneviève, vicinissima al Pantheon (10 place du Pantheon). Sulla facciata, vi troverete impressi i nomi di importantissimi scrittori, di cui alcuni hanno studiato lì: James Joyce, Simone de Beauvoir e Marcel Duchamps che ne è stato bibliotecario. Come per la BPI, l’ ingresso gratuito, ma la fila, spesso, è allucinante.

Bibliothèque de la Cité Internationale Universitaire situata al 17 boulevard Jourdan,
nel cuore della città universitaria di Parigi che, tuttavia, è a pagamento per i non residenti.

Per gli italiani nostalgici, c’è la Biblioteca Calvino nell’istituto italiano di Cultura. La troveremo al 73, rue de Grenelle, nei pressi dell’ Albergo de Galliffet che, ospitava la dimora del padre del famoso pittore Delacroix. Questo istituto è volto a preservare e diffondere la lingua e la storia del nostro paese. È sufficiente iscriversi, fornendo un documento di identità e l’accesso alla biblioteca è libero e gratuito. Al suo interno, è rivolta particolare cura alla selezione di testi dalla letteratura alla storia contemporanea, al cinema, alla musica e all’arte italiana.

Un’atmosfera altrettanto tranquilla si respira nelle mediateche, irradiate in ogni quartiere; ad esempio, nel 13e troverete quella di Jean-Pierre Melville, Hélène Berr nel 12e, Marguerite Yourcenar e Marguerite Duras rispettivamente nel 15e e 20e. Qui, l’accesso è gratuito su presentazione del documento di identità.

Giunti  alla fine di questo folle “tour de force”, spero di aver solleticato la vostra curiosità, ma soprattutto di aver fornito degli spunti a quanti booklovers sono, o saranno, a Parigi.  Con l’augurio che, anche voi, possiate perdervi fra le viuzze del Marais, respirare fra i gerani rossi di Montmartre e ammirare di notte, col naso all’ insù, i grattacieli luccicanti de La  Défense. Non abbiate fretta. Attendete, fermatevi, sedetevi, contemplate, vivete.

Un particolare ringraziamento va a Chiara, compagna di sventura e a Marika, zelante fotografa, che ha condiviso con me alcuni dei suoi scatti.

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