Vacanze in Cornovaglia con “Quel che resta del giorno”, Kazuo Ishiguro

– La Cornovaglia di Quel che resta del giorno

quelcherestadelgiornoQuando leggendo un romanzo capiamo qualcosa in più di noi stessi, la certezza è una sola: siamo davanti a un grande romanzo.

Quel che resta del giorno, scritto nel 1989 dal giapponese naturalizzato britannico Kazuo Ishiguro, rientra appieno nella categoria.
Complice lo splendido adattamento cinematografico con Anthony Hopkins ed Emma Thompson, la storia è piuttosto famosa: nel luglio del 1956 Stevens, impeccabile maggiordomo di un’antica dimora inglese, intraprende un viaggio nel sud dell’Inghilterra per fare visita a Miss Kenton, ex governante della casa. I due non si vedono ormai da vent’anni ma hanno continuato a scriversi, e l’incontro fissato in Cornovaglia, dove abita Miss Kenton, è il motore dell’intero romanzo e l’occasione per raccontarci un intenso spaccato di sentimenti repressi, convenzioni sociali e storia, nello specifico gli anni fra le due guerre che con l’avvento del nazismo decisero il destino di parte dell’umanità.
Il romanzo, infatti, si sviluppa su due piani temporali diversi: quello del presente, con il viaggio fisico fra le sterminate campagne inglesi, i villaggi incantevoli e i panorami a perdita d’occhio, e il piano del passato, il viaggio dell’anima fra i ricordi indelebili che saltano fuori dalla memoria a ogni occasione e si stagliano all’improvviso contro il cielo del tramonto nel Devon, le luci soffuse di un’alba nel Whiltshire, l’oscurità che cala sulla Cornovaglia. Mentre la Ford su cui viaggia Stevens si inerpica per stradine erte e corre lungo i campi, i ricordi del maggiordomo si sbrogliano davanti agli occhi del lettore rivelandogli ogni volta un tassello del puzzle; l’immagine che se ne ricava è sconcertante. Sì, perché Stevens, il protagonista e voce narrante, non è un personaggio che lascia indifferenti: i suoi pensieri, spesso contorti e spiazzanti, viaggiano in bilico fra orgoglio e vigliaccheria e non sono mai, mai ciò che dicono di essere. In Quel che resta del giorno il lettore è dunque il personaggio senza cui il romanzo perderebbe di senso; la storia del maggiordomo inglese che riconosce nella dignità il valore supremo della sua esistenza, infatti, diventa autentica solo nel momento in cui viene interpretata dal lettore, che la spoglia della sua superficie e ne riconosce il vero significato, la vera natura: come sostiene un altro grande scrittore, infatti, questa storia è “bella e crudele”, crudele come il suo titolo che è chiaramente una metafora. Quel che resta del giorno è la sera della vita.
Tra veri e propri battaglioni di domestici pronti a tirare a lucido la casa maestosa in vista di importanti eventi internazionali, giochi di potere e rimorsi senza soluzione, il lettore viene catapultato in quello che è il limbo dell’umanità, il confine tra i grandi avvenimenti della storia e le storie di piccole esistenze, di ossessioni invincibili e di un amore senza coraggio. Dopo essere giunto alla fine di entrambi i viaggi, quello geografico e quello dell’anima, Stevens non ha più segreti o pensieri nascosti, e quello che gli rimane data l’età è la sera della vita. Quel che resta al lettore, invece, è la soddisfazione venata di gioia di quando si chiude un libro e si capisce di aver appena letto un capolavoro.

– Da non perdere

Cornovaglia

Per questa mini-guida turistica si è scelta la meta del viaggio di Stevens: la Cornovaglia. Situata all’estremità sud-occidentale dell’Inghilterra, la regione si affaccia sul Canale della Manica lungo trecento chilometri di costa. Rinomata per i panorami mozzafiato con scogliere a picco sul mare e le moltissime spiagge dove viene spesso praticato il surf, la Cornovaglia gode anche del fascino medievale dei castelli e dell’atmosfera tipicamente inglese di deliziosi villaggi, ma non solo: tra riserve naturali e specialità culinarie, la regione ha tutte le carte in regola per essere una vera propria perla.
Arrivarci non è per niente difficile: la zona è ben collegata al resto della Gran Bretagna tramite le linee ferroviarie, con treni che partono da Londra, Bath, Bristol e molte altre città; dalla capitale si arriva nel cuore della Cornovaglia nel giro di cinque ore. Affrontare il viaggio in auto è sconsigliato dai più a causa del traffico che spesso interessa la regione, e inoltre non bisogna dimenticarsi che in tutto il Regno Unito la guida è a sinistra (dettaglio per niente trascurabile, assicurano in molti); raggiungere la Cornovaglia in aereo, allora, sembra molto più semplice. L’aeroporto in questione è quello di Newquay, e i voli partono, oltre che da varie città del Regno Unito, anche da Irlanda, Germania e Spagna. Il treno, comunque, resta una valida alternativa.

St Michael’s Mount

Isola rocciosa che sorge di fronte al villaggio di Marazion, St Michael’s Mount, così chiamato in onore dell’Arcangelo Michele che vi sarebbe apparso quasi due millenni fa, è una delle attrazioni principali della Cornovaglia per via della sua roccaforte medievale, dei giardini dove crescono agave e aloe e della posizione straordinaria: nonostante si tratti di un’isola, infatti, è possibile raggiungerla a piedi. Nessun trucco: quando c’è la bassa marea i sentieri medievali costruiti sulla sabbia risalgono a galla ed è possibile attraversarli calpestando quello che nel giro di poche ore tornerà a essere il fondale marino; un’esperienza unica e imperdibile.

st-michaels-mount

∙ Land’s End

Poiché la traduzione letterale di questo luogo spettacolare è “Fine della terra”, possiamo già intuire cosa ci aspetta una volta arrivati a destinazione.
Land’s End è infatti il punto più occidentale della Gran Bretagna, il posto in cui le scogliere battute dalle onde si affacciano sull’Oceano Atlantico di fronte alle calde isole Scilly. Dai sentieri scavati nella roccia tra splendidi fiori selvatici è possibile assistere a uno dei tramonti più spettacolari d’Europa: un posto ideale per gli eterni romantici o per chi ama perdersi nell’immensità della natura.

Tramonto a Land's End

∙ Tintagel Castle

Le affascinanti rovine del castello di Tintagel sorgono su una delle numerosissime scogliere della Cornovaglia e costituiscono una delle principali attrattive del luogo. Il motivo è presto spiegato: secondo la leggenda, il castello in gran parte rovinato a mare è il luogo in cui fu concepito Re Artù.
Goffredo di Monmounth, scrittore vissuto in Inghilterra nel dodicesimo secolo, ha contribuito fra gli altri alla nascita del cosiddetto “ciclo bretone”, le storie incentrate sul mitico Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda; nella storia del concepimento di Artù, avvenuto con un inganno ordito dal Mago Merlino, Tintagel è proprio il luogo incriminato… anche se le rovine del castello risalgono a un’epoca successiva. La chiave del mistero? È probabile che a Tintagel, insediamento militare romano, esistesse una roccaforte poi inghiottita dal tempo, e quel luogo avrebbe ispirato la storia di Goffredo; il castello di cui oggi si possono visitare le rovine, dunque, sarebbe stato fatto costruire proprio lì in onore del leggendario Re Artù. Se però si aggiunge il ritrovamento di una lastra con su inciso il nome “Artognou”, probabilmente pronunciato come “Arthnou”, il mistero si infittisce.

Tintagel Castle

– Tour letterario in Cornovaglia

I paesaggi mozzafiato della Cornovaglia e i graziosissimi villaggi hanno ispirato diversi scrittori, e se si nominano Daphne Du Maurier, autrice di romanzi portati sul grande schermo da Alfred Hitchcock, e Rosamunde Pilcher, scrittrice di romanzi d’amore molto popolari, si intuisce quanto contrastanti siano le emozioni suscitate da questo luogo magico.
Fowey, sulla costa sud-orientale della Cornovaglia, è uno dei luoghi abitati da Daphne du Maurier, mentre il villaggio di Menabilly, a soli due chilometri da Fowey, ha fornito alla scrittrice l’ispirazione per il romanzo Rebecca, noto al grande pubblico tramite il celebre film di Hitchcock Rebecca la prima moglie.
In Cornovaglia è poi ambientata la saga dei Poldark, i numerosi romanzi storici scritti dall’inglese Winston Graham che in questi anni sono approdati (di nuovo) sul piccolo schermo con la serie televisiva Poldark, telefilm britannico di grande successo.
Infine, è d’obbligo menzionare la cittadina di Falmouth: nei suoi pressi, infatti, sorge il villaggio di Little Compton, luogo dell’incontro fra Stevens e Miss Kenton. Se poi desiderate ripercorrere l’intero viaggio del maggiordomo, dall’Oxfordshire fino alla Cornovaglia, a questo link potete trovare l’itinerario completo.

Poldark in Cornovaglia

– Soggiorno e costi

La Cornovaglia è piuttosto cara, ma si possono ammortizzare i costi scegliendo per le nostre vacanze un mese meno inflazionato come settembre; inoltre, a parte gli alberghetti che sorgono ovunque nei villaggi della regione, c’è la possibilità di affittare piccoli cottage praticamente dappertutto. Il consiglio però è quello di affidarsi sempre a un intermediario o a un sito apposito di comprovata serietà: trattare con i privati, si sa, può riservare brutte sorprese.

∙ La cucina

Dopo la full immersion culturale e paesaggistica, rifocillarsi è d’obbligo: tra specialità culinarie dolci e salate, c’è solo l’imbarazzo della scelta su cosa portarsi in spiaggia.
Per i più affamati si consigliano i Cornish pasty, fagottini ripieni di carne, patate, cipolle e rape svedesi; si tratta del piatto tipico della Cornovaglia ed era preparato già tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo dalle mogli dei minatori che volevano assicurare ai mariti un pasto sostanzioso.
Interessante anche lo yarg, formaggio a pasta semidura prodotto con il latte di mucche frisone che ha una particolarità: è avvolto da uno strato di ortica che in principio serviva a favorirne la conservazione e che dà origine a una sottile patina di muffa. Ma niente paura: il tutto è tranquillamente commestibile e dona al formaggio un sapore particolare.
Per i palati più dolci, invece, l’ideale è la clotted cream, la panna rappresa che di solito si spalma sul pane e sui pasticcini da tè… ma attenzione, si tratta di una vera e propria bomba calorica!

Cornish pasty

– Da evitare

Newquay, dove è situato l’aeroporto, è a detta di molti una città da cui partire per il tour della Cornovaglia ma non in cui soggiornare: a quanto pare, infatti, quartieri malfamati e spiagge piene di spazzatura e cocci di bottiglie rendono il posto poco allettante.
Il mese di agosto sembra essere il più caro per la Cornovaglia, ma anche il più trafficato. In particolare, si consiglia di evitare l’autostrada M5 a sud di Bristol, che sembra sì l’alternativa più ovvia per raggiungere la Cornovaglia ma che durante il Festival delle Mongolfiere di Bristol, a metà agosto, si rivela una trappola per automobilisti.
Detto questo, non mi resta che augurarvi buon viaggio… e se vi capitasse di incontrare un vecchio malinconico ma dall’aria distinta che osserva il tramonto seduto su una panchina, sappiate che avrebbe una storia bella e crudele da raccontarvi.

Buon viaggio letterario dalla redazione di temperamente.it!

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