Vacanze a Palermo con “I delitti di via Medina-Sidonia”, Piazzese

La Palermo de I delitti di via Medina-Sidonia

I delitti di via Medina-SidoniaOltre che un giallo avvincente e ben narrato, il romanzo di esordio di Santo Piazzese, pubblicato da Sellerio ormai vent’anni fa, può essere considerato quasi una guida sentimentale della città di Palermo; seguendo i tragitti percorsi da Lorenzo La Marca, docente universitario impegnato a risolvere il mistero della morte di un suo vecchio amico, è possibile rintracciare alcuni dei luoghi più suggestivi del capoluogo siciliano. Partendo dall’Orto botanico – il più grande d’Europa, che contiene una raccolta di piante di enorme valore, tra cui le celeberrime ninfee e due dei ficus secolari più anziani del continente, e che dal 2016 è sede della rassegna letteraria Una marina di libri, il festival dell’editoria indipendente di maggior rilievo a sud di Roma – i lettori attraverseranno le vie del centro storico della città, incontreranno la movida cittadina e gusteranno sapidi panini con panelle nei mercati storici, osserveranno il mare di Mondello e l’aspro paesaggio delle basse Madonie, pochi chilometri fuori città. Chiese, vicoli e viali sono raccontati con amore e dolcezza: tra le pagine del libro si ritrovano la descrizione del Festino – i festeggiamenti in onore della patrona, Santa Rosalia, che si svolgono il 14 luglio e che comprendono una lunga processione che dalla Cattedrale porta al mare, una tappa a piazza Vigliena, nota come Quattro Canti di città, in cui il sindaco dona un fascio di fiori alla Santuzza perché preservi la salute di Palermo, e un elaborato spettacolo di fuochi d’artificio – e quella dei giorni di scirocco, quando la temperatura raggiunge senza difficoltà i 45° per poi scendere di colpo, tornando a livelli normali nel giro di poche ore; e poi il fresco delle serate estive in città e il caldo duro, che non ammette repliche, dei pomeriggi in campagna. Da viale Strasburgo a via Libertà, da piazza della Vittoria alla Statua, da piazza Marina alla Cala, Palermo diventa parte integrante del romanzo, quasi un personaggio a tutti gli effetti.

Da non perdere

Palermo

Palermo offre ai turisti una varietà enorme di percorsi tematici e di luoghi di interesse artistico: elencarli tutti sarebbe complicato e probabilmente lacunoso. È possibile, però, cercare di offrire ai lettori una serie di spunti con cui costruire la propria personale guida della città.
Il centro storico di Palermo è il più grande d’Europa e mostra una varietà di stili stupefacente, portato delle diverse dominazioni che si sono succedute nella storia della città. Arabo-normanno, gotico, barocco, liberty si fondono creando un pastiche di straordinario fascino. Lo scorso anno l’Unesco ha dichiarato il Percorso arabo-normanno di Palermo Patrimonio dell’Umanità: impossibile non partire, quindi, da un giro che comprenda Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina (il Palazzo Reale e la sua cappella privata, adorna di mosaici tra cui il celebre Cristo Pantocratore del catino absidale), la Cattedrale (i cui tetti sono visitabili di notte e di cui non bisogna trascurare l’esterno delle absidi, decorato con motivi geometrici secondo l’uso arabo), la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota come la Martorana, appena restaurata, e quella di San Cataldo con le tipiche cupole rosse; allontanandosi dal centro, da non perdere anche il Castello della Zisa, con il giardino che ospita una fontana con giochi d’acqua di fattura araba.
Monumento rappresentativo del gotico a Palermo è la chiesa di San Francesco d’Assisi, nell’omonima piazza dove trova posto anche la famosa Focacceria, tempio dello street food cittadino e luogo-simbolo della lotta antimafia. Merita attenzione anche il percorso barocco che comprende la chiesa del Gesù, conosciuta come Casa Professa dei padri gesuiti, ai margini del mercato di Ballarò, la cappella dell’Immacolata Concezione all’interno del mercato storico del Capo, costruita su disegno originale di Pietro Novelli, la chiesa di Santa Teresa alla Kalsa e quella di Sant’Ignazio all’Olivella, i Quattro Canti, noti anche come Teatro del Sole, intersezione stradale che reca, ai quattro angoli, elaborate costruzioni architettoniche con le statue delle stagioni, delle sante patrone dei quattro mandamenti del centro storico della città e dei quattro vicerè spagnoli che l’hanno governata. I mercati storici – a quelli già elencati va aggiunta la Vucciria – sono un coacervo di culture, colori e lingue. Suggestivi i banchetti di spezie e quelli di frutta esotica e pesce che hanno ispirato artisti del calibro di Renato Guttuso.
Palermo ospita significative opere liberty di Ernesto Basile: il teatro Massimo, terzo teatro lirico d’Europa per grandezza e dall’acustica universalmente riconosciuta come perfetta, la Statua della Libertà di piazza Vittorio Veneto, da cui parte la bellissima via Libertà, molte delle ville che punteggiano il quartiere periferico di Mondello, vecchia borgata marinara dove molti palermitani si trasferiscono per l’estate.
Infine, non bisogna dimenticare il Parco della Favorita, uno dei più grandi spazi verdi urbani d’Europa, il museo di arte moderna di Palazzo Abatellis, il giardino Garibaldi con i suoi ficus secolari e la straordinaria Palermo sotterranea: la possibilità di visitare i qanat, cunicoli profondi anche 20 metri sotto il livello stradale, attraverso cui scorrevano i corsi d’acqua ipogei che gli arabi avevano imbrigliato per irrigare la città, è davvero un’esperienza incomparabile.

Cristo Pantocratore

Mercato Vucciria

Giardino Garibaldi

– Tour letterario di Palermo

Nei secoli, Palermo è stata narrata da diversi autori: da Goethe, che l’ha raccontata con amore e devozione dedicando parole di elogio in particolare a Monte Pellegrino, promontorio che sovrasta la città, recentemente devastato da criminali roghi che ne hanno distrutto le splendide pinete, a Luigi Natoli, che ne ha descritto usanze e leggende. Molti anche gli scrittori nati a Palermo: Natalia Ginzburg, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Lucio Piccolo, Alessandro D’Avenia sono solo la punta dell’iceberg. Per uscire dalla banalità dei riferimenti più comuni e ricercare punti di vista letterari e angoli di città meno battuti, è possibile prestare attenzione ai testi di tre autori contemporanei.

  • Giorgio Vasta, Spaesamento
    Una città distorta, “spaesata”, che diventa simbolo dell’Italia: questa è la Palermo raccontata da Vasta; tre giorni alla fine dell’estate, un personaggio assetato che si aggira per le strade di una metropoli piegata dal caldo, dal mare dell’Addaura ai vicoli del mercato del Capo passando per via Libertà, tra parchi in cui il punteruolo rosso sta facendo strage di palme a viali periferici assolati e deserti: un racconto straniante in cui Palermo è quinta prospettica distorta e deformante.
  • Gian Mauro Costa, Il libro di legno
    Primo di una avvincente serie di gialli, ha come protagonista Enzo Baiamonte, radiotecnico che arrotonda lo stipendio come investigatore dilettante. Ambientato nel rione palermitano intorno al corso Olivuzza – nome ormai formalmente in disuso da decenni, sostituito col più altezzoso corso Camillo Finocchiaro Aprile, – zona popolare in cui si fa ancora vita di borgata, il romanzo è anche un’occasione per prendere confidenza con un quartiere, alle spalle del Tribunale, che cela insospettati scorci artistici, con piccoli edifici neogotici che fanno capolino tra un palazzo e l’altro.
  • Roberto Alajmo, È stato il figlio
    Il romanzo, bello e agghiacciante, tratto da una storia realmente accaduta, da cui Daniele Ciprì ha tratto lo splendido film con un superbo Toni Servillo: un giallo che sembra subito svelato nella sua lineare consequenzialità, ma che cela una verità amara. Il cuore della Kalsa, quartiere arabo di Palermo, pullulante di persone e di vita, in cui i rapporti con i vicini di casa sfociano quasi in una generica parentela, sostituito nel film da alti e anonimi palazzoni che dovrebbero rappresentare lo Zen o comunque una periferia di edifici popolari e rivalità personali, viene osservato con attenzione dall’autore, che ne fa il degno scenario della sua tragedia.

Soggiorno e costi

Il turista che desidera visitare Palermo può comodamente trovare posto in uno degli innumerevoli b&b che si affollano nel centro storico della città. Zone come il quartiere Kalsa sono ideali per alloggiare: si trovano con facilità, infatti, graziose sistemazioni a prezzi convenienti (in media, 60-70 euro per camera doppia in alta stagione). Anche le vicinanze del Cassaro (corso Vittorio Emanuele, la strada più antica della città che dalla Cattedrale raggiunge il mare) offrono ottime soluzioni per la notte, e sono zone sicure e tranquille, frequentate dai turisti ma anche da frotte di autoctoni in cerca di una serata fuori. La cucina palermitana è gustosa e ricca: ai piatti di mare – sarde a beccafico, polpette di alici, tonno fresco e neonata, ricci di mare – si associano quelli a base di ortaggi, come la caponata, contorno estivo per eccellenza, il macco di fave, le minestre estive di zucchina lunga o di tenerumi. Le numerosissime rosticcerie della città offrono una ricca scelta di pezzi con cui pranzare a pochi euro: calzoni, ravazzate, arancine (mai pronunciarne il nome al maschile, secondo l’usanza catanese!) accarne o abburro. Infine, da non dimenticare lo street food cittadino: se pietanze a base di interiora come pane ca’ meusa, stigghiole o quarume possono non piacere a tutti, un panino con panelle e cazzilli – frittelle di farina di ceci e crocchette di patate – piace a tutti e risolve brillantemente, con due euro, un pasto.

Arancini

Da evitare

Palermo è una città sicura, da visitare con assoluta serenità. È necessario, naturalmente, un minimo di attenzione ai possibili borseggiatori durante le visite ai mercati o sui mezzi pubblici. Non è consigliabile girare, di sera, in zone periferiche e poco illuminate, né addentrarsi in quartieri estremamente fuori mano come lo Zen o Brancaccio. Il centro, i quartieri residenziali e le borgate marinare non presentano problemi di sorta: la vita notturna della città è attiva e frizzante e un turista non si troverà in difficoltà nel percorrere, anche di notte, strade e piazze della città.

San Domenico, Palermo

Buon viaggio letterario dalla redazione di temperamente.it!

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