Audiolibri genitori-figli si può!

Negli articoli precedenti abbiamo cercato di presentare nel modo più efficace possibile l’audiolibro come un metodo di lettura alternativo per tutti. Ora vorrei porre particolare attenzione sui più curiosi destinatari degli audiolibri, quei destinatari che, ancora incapaci di leggere e scrivere, sono però i più affamati di storie: i bambini che ogni sera chiedono a mamma e papà: “ raccontami una storia!”.

Sebbene ci si prenda il rischio di scontrarsi con le teorie psico-pedagogiche che affermano che il bambino ha assoluta necessità – e anche più piacere – di ascoltare la voce del genitore, resta altrettanto vero che, prima o poi, l’approccio alla lettura dovrà diventare sempre più autonomo. Ecco perché l’audiolibro è una soluzione che i bambini potrebbero sfruttare per iniziare a “leggere” da soli. Leggere, infatti, non significa solo poter riconoscere parole scritte, ma anche semplicemente avvicinarsi a quelle storie che sono state pubblicate appositamente per loro.

La dottoressa Irina Gerosa, psicopedagogista  e Direttrice della Biblioteca di Concorezzo,  a cui è stato chiesto un parere in merito, si è espressa affermando che nei primi anni è consigliabile la lettura del genitore affinché si crei una sintonia con il piccolo e si abbia la possibilità di vedere, regolando la lettura con la modulazione di voce, ritmo e toni, se il bambino è attento o si distrae, se si annoia o se è coinvolto dalla narrazione; addirittura verso i tre-quattro anni si possono già proporre alcune storie su audiolibri ai bambini, purché questi non si sostituiscano alle letture del genitore.

L’audiolibro quindi deve essere visto come un modo diverso, ma non sostitutivo, di far approcciare il bambino alle storie. È anzi un mezzo funzionale allo sviluppo della loro esperienza di lettura. Audiolibri, tra genitori e figli, è possibile! Senza che nessuno venga escluso. L’audiolibro si può anche ascoltare tutti insieme, con mamma e papà, magari seguendo l’esempio del famoso papà Castoro.

Se si desidera quindi che i propri figli sviluppino un’esperienza di lettura, bisogna anche che non vedano solo il racconto di una storia solo come un modo per tenere vicina la mamma fino al momento della buonanotte; non solo come un modo per farsi le coccole, ma come un’esperienza che passa attraverso i contenuti di quelle parole.

I bambini, non avendo la possibilità di parlare ed esprimersi, sviluppano molto la capacità d’ascolto, che diventa un modo per attivare quel processo di imitazione che li porterà a registrare ed emettere suoni, olofrasi, parole, fino a concepire le prime frasi e infine imbastire veri e propri discorsi. A tre-quattro anni parlano, ma non sono ancora in grado di leggere: con l’audiolibro possono così entrare nel mondo della lettura scorrevole e ben fatta e nel frattempo nel mondo dei personaggi fiabeschi che tanto adorano.

Siamo certi che questo non potrà sostituire la bellezza dei tanto amati cartoni animati di Walt Disney. Non c’è però nulla di nuovo nel tentativo di un nuovo media di imporsi o almeno farsi strada in un universo di altri media. Come per la radio, ai tempi nella nascita della grande sorella televisione, il segreto sta nel trovare gli spazi e trattenere, fidelizzando il proprio gruppo di pubblico.

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