Potenziali destinatari di audiolibri? Tutti!

Nella realtà editoriale è presente un numero ancora esiguo di audiolibri e pochissime case editrici. Nel caso italiano la maggior parte delle produzioni di audiolibri sono destinate ai non vedenti e portatori di handicap. Non possiamo certamente escludere che questi siano i primi destinatari, ma non è nemmeno inopportuno includere, tra questi, nuovi destinatari. Seppure sia nato soprattutto per questa specifica categoria, con l’intento di sostituire il complesso sistema Braill, l’audiobook sta però incominciando ad aprire nuove opportunità, anche nel ‘conceptdel libro da ascolto.

Tra i maggiori destinatari dell’audiolibro potremmo individuare i bambini, sebbene ci si prenda il rischio di scontrarsi con le teorie psico-pedagogiche, le quali affermano che il bambino ha assoluta necessità e probabilmente più piacere ad ascoltare la voce del genitore.
Resta altrettanto vero, però, che l’approccio alla lettura dovrà diventare sempre più autonoma.

Come sostiene Irina Gerosa, psicopedagogista e Direttrice della Biblioteca di Concorezzo, a cui è stato chiesto, se è possibile paragonare la lettura della mamma ad un archetipo di audiolibro, nei primi anni di vita del bambino è consigliabile la lettura del genitore, affinché si crei una sintonia con il piccolo e si abbia la possibilità di vedere se il bambino è attento o si distrae, se si annoia o se è coinvolto dalla narrazione, regolando così la lettura attraverso la modulazione della voce, il ritmo e i toni.

Con un audiolibro non è possibile personalizzare fino a questo punto l’esperienza dell’ascolto, ma verso i tre-quattro anni si possono già proporre alcune storie su audiolibri ai bambini, purché questi non siano un sostituto alle letture del genitore. L’audiolibro quindi deve essere visto come un modo diverso, ma non sostitutivo, per far approcciare il bambino alle storie.

I bambini nei primi anni, non avendo la possibilità di parlare ed esprimersi, sviluppano molto la loro capacità dascolto che diventa un modo per attivare quel processo di imitazione che li porterà a registrare ed emettere suoni, olofrasi, parole, fino a concepire le prime frasi e infine imbastire veri e propri discorsi.

A tre-quattro anni i bambini parlano, ma non sono ancora in grado di leggere. Con l’audiolibro possono entrare nel mondo della lettura scorrevole e ben fatta e nel frattempo nel mondo di personaggi fiabeschi e surreali che tanto adorano. Siamo certi che questo non potrà sostituire la bellezza dei tanto amati cartoni animati di Walt Disney. Non c’è però nulla di nuovo nel funzionamento di un nuovo media che cerca di imporsi in un universo di altri media. Come per la radio ai tempi nella nascita della grande sorella televisione, il segreto sta nel trovare gli spazi e trattenere, fidelizzando, il proprio gruppo di pubblico.

Come per i bambini, anche per gli anziani, laudiolibro può fungere da supporto per coloro che con l’età riducono la loro possibilità di leggere, non solo per problematiche legate alla vista, ma anche alla postura e al grado di problemi cognitivi che si presentano nel tempo. Per questi lascolto di un libro, magari letto in gioventù, potrebbe riempire il loro tempo diversamente e rallegrare quello di coloro per cui la lettura del libro sarebbe un “tempo ritrovato”.

Consideriamo però la varietà di questa specifica categoria di destinatari. La scelta dell’audiolibro quindi dipenderà molto dal tipo di anziano a cui si propone: se gli aspetti cognitivi non sono compromessi, può essere interessante ascoltare storie e racconti tramite audiolibri. Se gli aspetti cognitivi sono molto compromessi, può essere coinvolgente per gli anziani ascoltare filastrocche, tiritere, modi di dire, poesie e canzoni: generi che hanno comunque una forte componente di ritmo e rima, capaci di coinvolgere la persona anziana sia cognitivamente sia emotivamente perché possono stimolare il ricordo e la capacità di produzione.

La rima è una potente figura retorica sia per far ritornare alla memoria frasi dimenticate, sia nella produzione e completamento di nuove forme. In ogni caso, è sempre più efficace la fruizione di storie brevi che lunghi romanzi, perché col racconto è più facile mantenere sempre viva l’attenzione, non solo per la brevità del testo da ascoltare, ma anche per la struttura del racconto che ha generalmente un’intensità narrativa crescente fino al finale.

Infine, dobbiamo anche considerare quanto la lingua sia un luogo  nel quale non si può prescindere dallo scritto tanto quanto dall’ascolto. Per apprendere una lingua straniera, infatti, potrebbe essere molto più efficace avvalersi di un supporto come quello dellaudiolibro. Potremmo quindi aggiungere ai destinatari, studenti e stranieri. Imparare una lingua richiede spesso un grande sforzo e la giusta dose di volontà. Ma non deve essere mai troppo tardi per accedere a queste possibilità. Gli audiolibri, come quelli appartenenti ad esempio alla collana Black Cat CIDEB (www.blackcatcideb.it) , possono permettere a tutti, bambini e adulti di ogni età, di imparare una nuova lingua.

Nella lista dei potenziali destinatari, non voglio mancare di aggiungere quelli che forse sono i più ostinati: gli intellettuali. L’intellettuale, che da sempre ha mostrato un palese rifiuto, fin dai tempi di Pasolini, per i nuovi mezzi di comunicazione di massa come la tv e la radio, continua tutt’oggi a mantenere questa impostazione.

L’intellettuale è per lo più tra i sostenitori della bellezza del libro a stampa, per la salvaguardia di questo. La lettura è un momento di raccolta con se stessi, che richiede un tempo e uno spazio precisi e che non può essere individuato in altri tempi cosiddetti “morti”, perché è – e deve rimanere – un tempo quasi sacrale ed individuale.

Tuttavia lintellettuale può diventare benissimo un fruitore di audiolibri, secondo la logica per cui alcune case editrici li producono: perché portatore di una caratteristica imprescindibile dall’oggetto della questione, che è la passione per la lettura e quindi per la cultura.

Inoltre abbiamo nel tempo sfatato questo mito della televisione e radio come mezzi produttori solo di cultura di massa, perché negli anni ci si è attivati per una programmazione che abbracciasse ogni tipo di estrazione sociale. Pensiamo al periodo della Presidenza della Rai affidata a Paolo Grassi e alla progettazione del terzo canale, ad impronta regionale, ma che poi sarebbe diventato, come lo è tuttora, uno spazio per una programmazione prettamente culturale e d’élite.

Allo stesso modo, è possibile avvicinare lintellettuale allaudiolibro. Per farlo è importante puntare sulla diffusione del progetto, probabilmente non così esteso capillarmente in Italia, per cui laudiobook non è traduzione speculare del libro. Come ben sostiene Stefano Benni, non c’è né rivalità né inimicizia tra libro e audiolibro. È un confronto tra due diversi incanti”[1].

Questo nuovo modo di leggere ascoltando, infine – e soprattutto! -, può anche offrire la possibilità di raggiungere persino quelle categorie di persone che finora non sono mai  stati destinatari stabili della lettura. Mi piacerebbe considerare pertanto, nei destinatari, i nuovi destinatari, tutti coloro che faticano ad avvicinarsi al mondo della lettura: dalle casalinghe agli operai, agli autisti trasportatori notturni, agli analfabeti, ai contadini, alluomo medio. La scrittura è nata per diffondere il sapere, per istruire gli uomini e non ha mai avuto tra i progetti quello di diventare prerogativa di qualcuno.

[1] www.emonsaudiolibri.it

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