Un’evoluzione senza fine: audible e la nuova app per ascoltare audiolibri ovunque

Come le radio che ora sono WebRadio.
Come la musica che ora è Spotify.
Ora anche il libro è Audible. 

1,6 miliardi di ore ascoltate nel 2015, per una media di 17 libri ad ascoltatore a cui si aggiungono molti contenuti definiti “non book”, ossia podcast e news, testi di cucina, per i viaggi e corsi di lingue. Un successo che porta già a valutare scelte strategiche possibili, tra cui quella di rendere disponibili sull’app delle serie. Come quelle di Netflix in tv, ma da ascoltare.
Questo è il nuovo orizzonte che è arrivato in Italia grazie alla promettente società fondata dal giornalista Don Katz nel 1995, Audible. Acquistata per 300 milioni di dollari da Amazon nel 2008, ora è arrivata anche da noi, con la sua app e la formula di ascolto «All you can listen» e un abbonamento in stile Kindle Unlimited per i libri per ascoltare su smartphone e tablet con un catalogo di dodicimila titoli. Grazie specialmente all’ integrazione con Amazon, i clienti possono accedere all’acquisto di un libro, di un eBook oppure di un audiobook raccontato da un narratore professionista, provando così l’esperienza d’ascolto che già milioni di utenti in tutto il mondo, grazie ad Audible, stanno vivendo. La mission di Audible, infatti, è di liberare il potere della parola garantendo un’esperienza d’ascolto unica e coinvolgente,intenzione condivisa appieno da Marco Azzani, country manager di Audible Italia.

Audible

Il take-off del progetto, nel nostro Paese, è avvenuto in concomitanza con il Salone del Libro di Torino e a sostenerlo, in veste di ambasciatore, c’è il comico Claudio Bisio, che in un contesto di forte predominio cartaceo come quello del Salone torinese incoraggia un progetto editoriale “ascoltabile”, raccontando quanto sia stato bello ri-leggere la Divina Commedia letta da Paolo Poli. Non c’è molto da stupirsi in fondo su questo ambasciatore. Non è la prima volta che Claudio Bisio si interessa all’audiobook. Già nel 2006, infatti, Bisio aderisce al progetto de La Repubblica e L’Espresso di commercializzare attraverso le edicole una serie di audiolibri chiamata “Letture”: dodici audiolibri, con uscita settimanale, realizzati in collaborazione con l’editore Full Color Sound. E qui Bisio presta la voce a Ecco la storia di Daniel Pennac. Un colpo di fulmine, sembra, quello tra l’audiobook e il comico, che non si risparmia ancora oggi nel valorizzare l’originalità del progetto.

Parlare di originalità, però, risulta per certi versi eccessivo, e chi un po’ ha avuto dimestichezza in anni precedenti con gli audiolibri capirà. C’è da dire, infatti, che Audible è più che altro una nuova versione di un classico, partito con le audio-cassette e transitato ai cd, per arrivare all’app. Non c’è nulla di nuovo, se non un supporto che semplifica e modernizza ciò che già era stato pensato prima. Un concetto, questo, per nulla indifferente nemmeno agli storici dell’editoria come Roger Chartier, Robert Danton o Benjamin Mckenzie, le cui teorie vengono divulgate e citate spesso ai corsi di Editoria dell’Università degli studi di Milano, proprio per sostenere quanto sia fondamentale considerare la materialità dei testi e le epoche in cui i vari testi vengono fruiti. Il progetto Audible, allo stesso modo, conferma la regola e infatti propone l’ascolto di audiolibri tramite app, come l’alternativa del nuovo millennio alla lettura tradizionale e nei più svariati contesti quotidiani.
Certo, come più volte accennato nei precedenti articoli, l’audiolibro non può prescindere in toto dalla sua utilità più immediata e ovviamente rimane un must per chi ha problemi di vista. Tuttavia, dagli anni ’60 in poi sembra che il concetto del “leggere ascoltando” si sia fatto spazio nel mercato del libro e che l’audiobook si sia rivelato un prodotto allettante anche per chi ha problemi di tempo! O per chi ha una figlia ancora lontana dalla lettura ma che ama farsi raccontare storie! Ecco, quindi, che Le favole di Rodari, lette da Bisio stesso, sono per esempio una fortunatissima soluzione per intrattenere i bambini con ottimi contenuti e indicatissimi supporti.
L’idea di Audible – come già di Emons e di altre case editrici che si sono coraggiosamente lanciate su questa strada – è proprio quella di estendere i momenti di “lettura” nei contesti in cui leggere è difficile. Per Bisio, questo momento è la “cyclette”. «Mi tocca farla, 50 minuti ogni tre giorni alla settimana. Esigenze di scena ma soprattutto esigenze dovute all’età» racconta, mostrando al pubblico torinese come un momento di attività fisica possa essere integrato con altrettanta attività mentale… e quanto faccia bene!

A livello pratico, poi, per le persone che ancora si fanno intimorire dalle nuove tecnologie, la procedura proposta da Audible è semplicissima e la comodità ancora maggiore di quella offerta finora in formato CD ROM, supporto di cui molte case editrici avevano previsto la fine poiché comunque vincola in uno spazio chiuso. Ormai i formati mp3 rendono meglio l’idea di libertà.
Per poter ottenere un libro da ascoltare, quindi, basta semplicemente scaricare l’applicazione Audible, accedere al  vasto catalogo di oltre 100.000 ore di ascolto a disposizione – dai bestseller più recenti ai thriller mozzafiato, da storie d’amore travolgenti ai titoli per ragazzi, dai corsi di lingue a quelli di self-help – e concedersi  il piacere di un buon ascolto quando si è in città o in un momento di meritato relax, se si è in viaggio per lavoro o con tutta la famiglia, mentre si fa attività fisica o il bucato. Oggigiorno tutti questi momenti li si condividono con smartphone e tablet ed è qui che sta la novità. I servizi offerti, inoltre, permettono di ascoltare offline i titoli o durante il download, navigare tra i capitoli, scegliere la velocità di narrazione e aggiungere segnalibri.  Abbonarsi, poi, è gratis per i primi 30 giorni e se l’esperienza piace, si impiegano solo €9,99 al mese, spesa che si farebbe per l’acquisto di un solo libro.

Insomma. Il tempo dedicato alla lettura è sempre prezioso. Molti si chiedono ancora dov’è finita la discografia, dove è finita la difficile ricerca del canale radio e dove è finito il piacere di scegliere il libro da uno scaffale. In realtà tutto è rimasto in una forma virtuale, in un supporto che, per quanto nuovo, rispecchia comunque i formati di un tempo. Gli scaffali dei libri esistono anche su Audible e l’acquisto di musica si conserva comunque con I tunes.
Anche se i ritmi frenetici della modernità hanno inevitabilmente ridotto il nostro tempo, progetti come Audible operano solo nel tentativo di ritrovare questo tempo, seppure, per riuscirci, debbano esserci delle concomitanze. Ma che importa. Ciò che conta è liberare la curiosità, avere ancora il tempo per vivere le proprie emozioni  e lasciarsi ispirare, sia pure da un libro cartaceo… o da Audible, ma sempre e comunque da una storia.

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