“Sonno profondo” – Banana Yoshimoto

Sonno profondo è una piccola raccolta di racconti della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto. Le tre storie, sebbene si riferiscano a protagoniste con esperienze di vita completamente diverse, mantengono un filo conduttore comune, ispirato – come la stessa autrice ha avuto modo di sottolineare all’interno del Postscriptum del libro – alle sue vicende autobiografiche. Lo stile, per chi la conosce già, è riconoscibilissimo, poiché riesce ad essere al contempo vivido ed evanescente. Ogni storia qui raccontata si riferisce a traumi irrisolti e abbandonati nel passato di giovani donne che, volenti o nolenti, si ritrovano a farne i conti. Scavando a fondo in una coscienza profondamente tormentata, ciascuna delle tre protagoniste indaga su se stessa, mettendo in discussione alcuni accadimenti che potrebbero aver compromesso quelli successivi. Come in un’epifania, il momento della consapevolezza si tramuta in crescita, rinascita.

Solo adesso riesco a rendermi conto che il grande cambiamento dentro di me cominciò quel giorno. Fu nel corso di quella giornata che mi lasciai dietro la ragazza sana e semplice che ero stata fino ad allora. Senza nessuno sconvolgimento apparente, entrambi cominciammo a essere avvolti nello stesso momento dalla corrente di un destino grande e oscuro a cui era impossibile resistere.

Nel primo racconto, da cui prende il nome il libro – Sonno profondo, appunto – l’incapacità di reagire al sonno prepotente è causata dalla morte di Shiori, amica di Terako. E di morte è impregnato anche il secondo racconto, Viaggiatori nella notte, in cui Shibami deve affrontare il cambiamento inevitabile da cui non ci si può sottrarre in seguito alla morte di un fratello. L’ultimo dei racconti, Esperienze, Fumi fa i conti con la morte di Haru, ragazza con cui aveva condiviso un menage a trois e di cui aveva perso ogni traccia, così perlomeno credeva.
Nel momento peggiore dell’esistenza di ognuna, in cui tutto sembra destinato a finire nell’oblio del sonno, delle parole, dell’alcool, succede la magia: una rivelazione che Banana Yoshimoto descrive meravigliosamente. L’atmosfera che trasuda da queste pagine, soprattutto dal primo e dal terzo racconto, è cupa, poco chiara, e man mano che si procede con la lettura è come se si venisse costretti a guardarsi dentro e a svelare a propria volta un trauma che si credeva di non avere nemmeno: quando, ad esempio, viene sviscerata la natura del rapporto sentimentale che Terako ha con quell’uomo, al quale non si sente neanche libera di sfogare la propria tristezza dovuta alla morte di un’amica carissima, è una ritrosia in cui non si può non rivedersi. Quella diffidenza nei confronti del proprio uomo (laddove l’aggettivo possa essere considerato valido) è la stessa diffidenza nei confronti di chiunque ci circondi, nella vita di ogni giorno; lo spirito assonnato di Terako è metafora di un’apatia più grande, per questo più pericolosa, perché porta alla chiusura.
In ogni libro di Banana Yoshimoto c’è un velo che fa da separé tra noi e il mondo esterno, un velo che anche negli epiloghi più positivi difficilmente viene via, ma tutt’al più riporta solo degli strappi, attraverso cui guardare oltre.
In questo stato sempre alterato in cui si viene calati, questa scrittrice conferma la sua bravura innata nel toccare le corde più oscure di ognuno di noi.

Sonno profondo

Banana Yoshimoto, Sonno profondo, Feltrinelli Editore, collana Universale Economica 2015, 7 euro

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