“How Late It Was, How Late” – James Kelman

——————————————————————————————— In English ———————————————————————————————

James Kelman’s How Late It Was, How Late has been around for almost twenty years, but it has not gained as much international recognition as it deserves. The novel, narrated through a stream of consciousness comparable with Virginia Woolf’s Mrs. Dalloway, follows a couple of days in the life of Glaswegian Sammy Samuels. A 38 year-old unemployed, Sammy wakes up in a lane, still drunk after a debauched weekend that he cannot remember, and starts a fight with the police. Next times he wakes up, he is in jail, becomes blind, and is interrogated about his weekend and his meeting with an acquaintance with a not-so-clean criminal record. We do not get to know what Sammy has been up to, or whether he genuinely cannot remember what happened in the weekend. Even though the reader has access to Sammy’s wishes, mental associations, and even his most intimate thoughts, much is left unexplained, including Sammy’s final escape.

The win of How Late It Was, How Late at the Booker prize in 1994 outraged many critics. In his acceptance speech Kelman declared that his work was a response to the intellectual class’s racism towards the language of the working-class, and the use of local dialects in books. How Late, in fact, is written in Glaswegian dialect, rather impenetrable for non-Glaswegians.

Not much happens in this novel, so I would not recommend it to fans of action-packed books. However, the style of How Late, its blend of different influences (especially modernism and Kafka), and its subversive character are well worth a read.

Claudia Marinaro

James Kelman, How Late It Was, How Late, Vintage Publishing, £8.99

———————————————————————————————- In italiano ———————————————————————————————

Troppo Tardi, Sammy di James Kelman, pubblicato nel 1994, non ha ricevuto l’attenzione internazionale che merita. Il romanzo, scritto in un flusso di coscienza simile a quello di Mrs. Dalloway di Virginia Woolf, segue un paio di giorni della vita di Sammy Samuels, nativo di Glasgow. Trentottenne disoccupato, Sammy si sveglia in un vicolo, ancora ubriaco dopo un finesettimana sregolato, di cui non ricorda molto, e inizia una rissa con dei poliziotti. Incarcerato, presto diventa cieco (presumibilmente a cause delle botte ricevute), ed è sottoposto a un interrogatorio sul suo weekend, in particolar modo su una vecchia conoscenza dal passato torbido. Al lettore non è dato sapere cosa Sammy abbia fatto o se davvero non ricorda cosa ha fatto nel finesettimana. Nonostante il flusso di coscienza di Sammy metta i lettori al corrente dei pensieri del personaggio, molti elementi del romanzo non vengono spiegati, tra cui la fuga finale del protagonista.

La premiazione del libro al Booker Prize causò l’indignazione di molti critici. Nel suo discorso di ringraziamento, Kelman dichiarò che la sua era una risposta al razzismo dei circoli intellettuali verso il linguaggio della classe operaia e l’uso di dialetti locali in letteratura. Troppo Tardi, Sammy infatti è scritto nel dialetto di Glasgow, impenetrabile per chiunque non sia del luogo. Non molto succede in questo romanzo, sconsigliato ai fan di libri pieni d’azione. Tuttavia, lo stile con cui è scritto, la sua miscela d’influenze letterarie (soprattutto moderniste e kafkiane) e il suo carattere sovversivo convincono il lettore.

James Kelman, Troppo Tardi, Sammy

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